Fedriga all’attacco del governo Conte: “Ora comandano gli amici di Soros”

sabato 7 settembre 10:45 - di Redazione

Durissimo Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia, contro il nuovo governo. La legge regionale sull’immigrazione è il casus belli e a Palazzo Chigi ci sono “gli amici di Soros”. Lo sostiene in una intervista a La Stampa.
“Io come presidente di Regione non ho la competenza di controllare i confini, ma attenzione che in Bosnia e lungo la rotta balcanica ci sono tra i 10 e i 15 mila migranti irregolari che vogliono venire in Europa. Non vorrei che, smontando tutto quello che ha fatto Salvini, ce li troviamo tutti a casa nostra”. A lanciare l’allarme sull’immigrazione “selvaggia” è proprio Fedriga, inascoltato dal governo più di sinistra che ci sia mai stato in Italia.

“La Consulta ci darà ragione”

“Sono convinto – assicura Fedriga a proposito dell’impugnazione da parte del governo della legge regionale sui migranti – che la Corte Costituzionale ci darà ragione. Abbiamo abolito le norme della Serracchiani che aveva scelto l’accoglienza diffusa finanziando corsi di sci per i richiedenti asilo e 30 mila euro per i tornei di calcio tra migranti e italiani. Abbiamo abolito una norma della sinistra che dava soldi ad associazioni che gestivano alloggi per migranti. Noi invece abbiamo investito per stimolare i rimpatri volontari e introdotto incentivi a favore delle imprese che assumono persone uscite da crisi aziendali purché residenti da almeno 5 anni”.

“Il governo sabota la regione”, è l’accusa di Fedriga

“Come si fa a impugnare una decisione regionale che abroga una propria norma?”, chiede poi Fedriga. Ed in effetti questo è l’elemento sconcertante dell’iniziativa del governo. In pratica una vera e propria lesione dell’autonomia di una regione, tra l’altro a statuto speciale, che decide di togliere di mezzo una propria legge che ritiene sbagliata. Un atto politico della regione che il governo sabota con un richiamo fasullo alla Costituzione.
C’è un perché, secondo il governatore. “A Roma – è l’atto d’accusa del presidente della regione – ci sono gli amici di Soros”.

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