Estradato terrorista algerino: condannato all’ergastolo, in Italia voleva asilo politico

24 Set 2019 13:45 - di Redazione
terrorismo

È stato estradato l’algerino che, a novembre, era stato arrestato mentre chiedeva informazioni su come ottenere asilo politico. Sull’uomo pendevano quattro mandati di cattura internazionale: nel suo Paese era stato condannato all’ergastolo per terrorismo. Gli uomini della Digos lo fermarono all’ufficio immigrazione. Portato a Regina Coeli, si appellò contro la richiesta di estradizione.

L’algerino in contatto con l’Isis

Nei confronti dello straniero, T. M. di 28 anni, già noto perché segnalato in ambito di collaborazione internazionale come soggetto in contatto con membri dello Stato islamico, la Direzione centrale della polizia di prevenzione aveva successivamente diramato le ricerche in ambito nazionale. Anche le autorità tedesche lo avevano inserito come «cittadino al quale rifiutare l’ingresso ed il soggiorno sul territorio Schengen». Ma lui si era comunque sentito libero di rivolgersi ai competenti uffici italiani per avanzare richiesta di asilo.

Il ricorso contro l’estradizione

E proprio mentre era all’ufficio immigrazione è stato fermato dagli agenti della Digos capitolina, che si erano messi da subito sulle sue tracce. Destinatario di quattro ordini di cattura internazionale, emessi dalle autorità algerine perché membro ed appartenente ad un gruppo terroristico, e condannato per i reati di estorsione ed atti di terrorismo commessi in Algeria tra il 2010 ed il 2016, è stato così arrestato in vista dell’estradizione. Dopo il suo ingresso a Regina Coeli, al termine dell’udienza a marzo scorso presso la Corte di Appello, l’autorità giudiziaria, su parere conforme del procuratore generale, ha accolto la richiesta di estradizione avanzata dalle autorità algerine. Contro il provvedimento, T.M. aveva proposto ricorso in Cassazione ma, con decreto del 30 luglio scorso, il ministro della Giustizia ha accordato al governo della Repubblica algerina la sua estradizione, mettendolo a disposizione della polizia giudiziaria per la successiva consegna alle autorità algerine. Ieri è stato consegnato a funzionari dell’Interpol algerini a Fiumicino con destinazione Algeri.

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