È morto a Roma impiccato nella sua abitazione l’attore Federico Palmieri

venerdì 6 settembre 18:38 - di Alessandra Danieli

È morto suicida l’attore romano Federico Palmieri. L’artista di 41 anni, nato e cresciuto nella zona di piazza Bologna a Roma, è stato trovato impiccato con una corda alla grata del giardino condominiale della sua abitazione di via Michele di Lando nel pomeriggio di giovedì 5 settembre. Secondo quanto si è appreso non ha lasciato nulla di scritto.

Attore cinematografico e teatrale, Palmieri, che aveva fondato con la sua socia il Teatro dei Balbuzienti, viveva con la madre (al momento della tragedia fuori Roma) e il suo adorato cane Rocco nell’appartamento dove si è impiccato. A chiamare i soccorsi è stata una sua amica «a cui Andrea aveva detto di portare fuori il cane Rocco», ricorda ancora il suo amico d’infanzia Andrea Liburdi. Allertati i soccorritori, una volta entrati nella casa i vigili del fuoco e gli agenti del Commissariato Sant’Ippolito di polizia lo hanno trovato impiccato con una corda ad una trave del giardino condominiale.  Palmieri aveva ottenuto nel 2017 il premio miglior corto al Milano Film Festival (2017) e il Premio miglior attore al BucharestShortCut Cinefest (2018) con il cortometraggio Anna e Marco, presentato nel 2018 anche al Pigneto Film Festival. Una vita dedicata al teato ed al cinema che lo aveva visto recitare sul grande schermo nel film Ride di Valerio Mastandrea.

Intervistato da RomaToday l’amico di sempre Andrea Liburdi lo ricorda come una persona speciale e di grande talento, sottovalutato dai media e dalla critica. «Ci siamo incontrati martedì scorso, era un po’ giù di morale. Mai avrei pensato che fosse stata l’ultima volta». Conosciuto nel quartiere con il nomignolo di Maf, «Federico viveva con la madre ed in totale simbiosi con il suo amato cane, Rocco. Una persona speciale, che aveva dedicato tutta la sua vita al cinema ed al teatro. Sempre pronto ad aiutare il prossimo Federico era balbuziente ed aveva elaborato un metodo per superare questa difficoltà fondando il Teatro dei Balbuzienti, proprio dedicato a chi aveva queste difficoltà linguistiche». Purtroppo – aggiunge Andrea – «non ha avuto il giusto riconoscimento per le sue capacità artistiche. Mi diceva sempre di quanto fosse difficile poter lavorare nel mondo del cinema e del teatro senza le giuste conoscenze».

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