Di Battista: «Il Pd lo conosco bene e non cambio idea». Conte? «Non lo so, vedremo»

giovedì 12 settembre 19:34 - di Giorgio Sigona

«Cosa penso del nuovo governo? Speriamo bene, che vi devo dire. Non è un segreto di Stato il fatto che io sia scettico, conosco il Partito democratico… Vedremo, come tutti i cittadini, mi auguro il meglio». Così Alessandro Di Battista, ai microfoni di Dritto e Rovescio su Retequattro. Sul premier Giuseppe Conte invece l’ex deputato del M5S si è espresso così: «Non lo so. Staremo a vedere. Come tutti quanti i cittadini io sono un elettore, quindi un datore di lavoro dei politici e aspetterò di vedere e giudicherò i risultati».

A Luigi Di Maio ha poi augurato un in bocca al lupo. «Gli auguro il meglio, di fare come sempre l’interesse del popolo italiano. Oggi, per me, l’interesse del popolo italiano passa anche attraverso scelte coraggiose perché l’Italia è stata destabilizzata del tutto con scelte di politica estera scellerate, portate avanti soprattutto dal Pd». Alla domanda se Di Maio gli abbia proposto una carica all’interno di questo governo, Di Battista ha risposto: «Credo che il Partito democratico abbia, in un certo senso, posto dei veti. Però è pur vero che io avevo esternato, non dico pubblicamente, però lo scrivono i giornali, uno scetticismo rispetto a questa cosa, quindi è anche comprensibile. Poi io sono un uomo piuttosto divisivo: le mie idee sono abbastanza nette da sempre e le metto sempre davanti a tutto. Per me le mie idee sono la cosa più importante che ho, oltre a mio figlio».

A proposito delle nuove strategie di Matteo Renzi, ha commentato: «Avrebbe dovuto mollare la politica, ma soltanto io ho fatto ciò che ho detto. E per quanto mi riguarda, non lo so, secondo me proverà a riorganizzare i gruppi parlamentari – che comunque li ha messi quasi tutti lui i parlamentari che oggi sono nel Partito democratico – e proverà a creare una sorta di “minoranza interna”: questo l’hanno sempre fatto all’interno del Parlamento della Repubblica».

Con il rischio di staccare la spina? «Non lo so. La convenienza personale viene sempre posta davanti agli interessi del Paese. Io non sono così. Personalmente se avessi pensato sempre e solo alla convenienza personale, avrei fatto un’altra carriera. Però per quanto mi riguarda, Renzi è così. Non crediate che si sia convertito sulla via di Damasco… Se si fosse andati al voto, la maggior parte dei suoi parlamentari non sarebbero stati candidati da Zingaretti e lui si sarebbe trovato con un pugno di mosche in mano. Ha agito essenzialmente per istinto di sopravvivenza», ha aggiunto Di Battista.

E Salvini? «Personalmente mi ha deluso quando si è dimostrato molto pavido di fronte a quelli che sono i poteri forti». Poi però torna all’attacco del Pd. «Ho sentito un’intervista ad Andrea Orlando (Pd) in cui dice che, in questo Paese, i poteri forti non esistono; invece si chiamano De Benedetti, Benetton, Caltagirone, Malagò. Sono questi i miei avversari. Per me il Pd resta il partito garante di questo sistema».

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