Csm, il pm Di Matteo: «Fare carriera con le correnti è simile al metodo mafioso»

domenica 15 settembre 17:59 - di Redazione

«L’appartenenza a correnti o cordate è diventato l’unico modo per fare carriera e questo è un criterio molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso». Lo ha detto il pm Nino Di Matteo presentando presso la sede dell’Anm la sua candidatura alle elezioni suppletive del Csm.

«Non serve una riforma punitiva del Consiglio superiore della magistratura, ma bisogna dargli l’autorevolezza di organo costituzionale senza distinzioni legate all’apparenza o al gradimento politico», ha aggiunto di Matteo, contrario anche all’ipotesi di sorteggio per l’elezione dei togati: «rispetto i colleghi che lo hanno proposto per superare il correntismo, ma è incostituzionale. È inammissibile che magistrati che decidono su ergastoli e patrimoni non possano avere competenza e autorevolezza per eleggere i consiglieri del Csm».

L’analisi di Di Matteo è netta: «Negli ultimi anni – ha spiegato – la magistratura è pervasa da un cancro che si sta espandendo, i cui sintomi sono evidenti: la burocratizzazione, la gerarchizzazione degli uffici il collateralismo con la politica, la degenerazione correntizia». «Dobbiamo avere il coraggio di dire che quanto è emerso dall’inchiesta di Perugia non ci deve stupire – ha ammonito – Non c’è spazio per lo stupore, siamo tutti responsabili di questa situazione». La magistratura, ha detto ancora, «è l’avamposto più alto di difesa della Costituzione rispetto alla volontà di poteri striscianti, non solo illegali, di limitare autonomia e indipendenza e renderla collaterale e servente rispetto alla politica».

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 16 settembre 2019

    Questo PM non farà mai carriera, non ci credete?

  • rino 16 settembre 2019

    Ben detto, na ci riuscirà? Fin’ora in Italia la mafia è vincente, è nel nostro DNA di popolo oppresso da secoli.

  • antonio 16 settembre 2019

    Credo sia ora di adeguare anche la magistratura al sistema democratico con l’elezione dei giudici da parte del popolo con il criterio della lealta’ ma soprattutto della competenza, introducendo anche il concetto di responsabilita’ che vige in ogni essere umano.

  • maurizio pinna 15 settembre 2019

    Stati Uniti d’America: i giudici di contea e i procuratori vengono eletti dal Popolo. I magistrati della Corte Suprema dal Presidente degli USA con approvazione del Senato, i alcuni Stati i giudici federali sono designati dal Governatore e approvati dal Governo dello Stato.
    Nessun sistema è perfetto ma personalmente, poichè in Italia nessuno si autonomina e si autocontrolla fuorchè nella magistratura ,ritengo sia un’anomalia che andrebbe cambiata. Non condivido il concetto che poichè sono giudici allora devono godere della massima fiducia. Ciò aspetta solo a un dio.

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