Contro l’inciucio M5S-Pd anche ex-sindaco grillino. Sarà in piazza a Roma

7 Set 2019 17:19 - di Redazione

Chi ha buona memoria ne ricorderà certamente anche il nome, ma per chi segue i fatti della politica è innegabile che la vicenda di Rosa Capuozzo sia una sorta di pietra miliare nell’accidentato percorso del M5S. È stata infatti la prima sindaca a Cinquestelle in Campania, di Quarto per l’esattezza, grosso centro della zona flegrea. Legatissima a Luigi Di Maio, la Capuozzo uscì dal MoVimento a seguito di polemiche interne seguite ad una pratica di condono edilizio che riguardava il marito. Risultò tutto in regola, ma per la Capuozzo, a differenza di quanto sarebbe accaduto tempo dopo e per motivi ben più seri con Virginia Raggi, non ci alcuna indulgenza e fu espulsa.

È Rosa Capuozzo, primo sindaco 5stelle in Campania

Da lì la sua decisione di legarsi politicamente al sindaco di Parma Federico Pizzarotti, con cui ha condiviso la condizione di sindaco epurato da Beppe Grillo, fino a diventarne la referente campana della sua Italia in Comune. Acquista, dunque, un particolare valore la notizia che la Capuozzo lunedì sarà in piazza a Roma per sostenere la battaglia di Giorgia Meloni in favore della democrazia, della sovranità popolare e della libertà. A dare l’annuncio della presenza dell’ex-prima cittadina alla manifestazione di FdI, Luciano Schifone, tra i più attivi dirigenti del partito della Meloni in Campania.

«Gli italiani non hanno votato né né il Pd»

A convincere l’ex-grillina ad unirsi ai tanti che affolleranno lunedì Piazza Montecitorio per protestare contro il Conte-bis che in quegli stessi istanti riceverà la fiducia del Palazzo, è stato soprattutto il voltafaccia dei suoi ex-compagni di partito: «In questi giorni – ha infatti dichiarato la Capuozzo – l’Italia ha assistito al più grande inciucio di governo mai visto prima, un’unione forzata tra il M5S e il Pd, due gruppi politici acerrimi nemici fino a qualche giorno prima. Parlamentari che si insultavano al limite della querela, spesso superandolo, ora siedono affianco, nello stesso governo con un programma politico unico. «Tutto questo solo ed esclusivamente per evitate di tornare al voto. Non dimentichiamo – ha concluso – che 14 mesi gli italiani non hanno scelto il Pd e non hanno scelto Renzi». 

 

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