Conte pende dalle labbra di Mattarella, ma siamo all’estrema unzione

domenica 1 settembre 6:00 - di Francesco Storace

Chiamate il prete. Al governo Conte bis serve l’estrema unzione, perché nasce già morto. E cominciamo francamente ad essere tutti stanchi di questi stress quotidiani di un esecutivo destinato a durare poco. Se nasce.

Ormai i protagonisti principali si parlano solo per mandarsi reciprocamente al diavolo. Di Maio deve riunire continuamente i suoi per spiegare che cosa si è messo in testa e in pochi lo capiscono. Zingaretti rimugina su che cosa vorrebbe fare a Renzi che si è mosso solo per impedire il voto anticipato, fregandosene di che razza di governo possa uscirne fuori. In sostanza, il governo rischia di crepare nella culla.

Conte come Napoleone

Lo stesso improvviso incontro di Conte con Mattarella avvenuto ieri mattina sembra un tentativo di trasformare l’esecutivo in gestazione in una specie di governo del presidente per non dover dichiarare subito fallimento. Quella battuta feroce circolata in ambienti del Pd sul premier (“si crede Napoleone”) e le crisi isteriche di Di Maio portano Conte a pendere dalle labbra del presidente della Repubblica, che rischia di essere costretto a trasformarsi nel tutore del governo. Nulla esclude che a questo punto – se le cose stanno così – che dal Colle parta un’iniziativa per convincere Zingaretti ad entrare anche lui nel governo come vicepremier al fianco di quello pentastellato. Un governo senza capi espone inevitabilmente il Quirinale in un ruolo, dicono da quelle parti, da cui vorrebbe sottrarsi.

Del resto, lo scontro aperto prima ancora di partire, rende complicato chiudere la trattativa per recarsi alle Camere per ricevere il voto di fiducia. Mattarella dovrà passare al microscopio ciascun ministro per evitare altre stagioni di figuracce ineguagliabili tra gaffe e manifeste incapacità. Ma ha già capito che un governo tra Pd e Cinquestelle dura poco e dovrà interrogarsi ancora di più su quello che propone Giorgia Meloni con doverosa insistenza: il voto anticipato.

Il fuoco che divampa tra i principali partiti della maggioranza – mentre reclamano briciole i “piccoletti” che pure saranno determinanti al Senato ma nessuno ascolta – è enorme. La sceneggiata sul programma tenta (invano) di cancellare il conflitto totale sulle poltrone. E davvero non si capisce come possano impegnarsi su una impraticabile promessa di stabilità per la legislatura.

Il gioco tra M5s e Pd

La riunione dei Cinquestelle di ieri pomeriggio, infatti, è servita a lanciare bordate proprio sul documento programmatico di governo. Quando si fa sapere che bisogna partire lancia in resta contro l’immigrazione clandestina si sollecitano applausi dal popolo e si provocano sconquassi a sinistra. Idem con l’attribuzione a Conte del consenso alla revoca delle concessioni autostradali, del no ad inceneritori e trivelle e il via libera all’immancabile taglio dei parlamentari.

Inevitabile chiedersi a che gioco stiano giocando. Se ti allei con la sinistra e punti ad umiliarla vuol dire che ci hai ripensato oppure che sei pronto a rinfoderare ogni minaccia sul programma pur di ottenere i sospirati posti che contano nel governo, solita vicepresidenza del Consiglio per Di Maio inclusa. Il Pd dirà il contrario e nessuno ci capirà nulla.

Come faranno a partire e poi a durare appartiene ai misteri (poco) gloriosi della politica. L’Italia rischia sempre di più con questa gente a Palazzo Chigi.

Commenti

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  • Sabino Gallo 1 settembre 2019

    I Non si puo pretendere che i “politici sappiano tutto” ! Ma che abbiano cultura sufficiente “per capire” e ” saper scegliere i loro “consiglieri specializzati” per risolvere i problemi specifici!!!

  • Ivan Corea 1 settembre 2019

    Il Prof. Conte, benedetto da Mattarella, si è avviato a risolvere il principale problema romano della Raggi ” l’immondizia ” : dalle cronache apprendiamo infatti che il Premier ha avviato la raccolta diffe”renzi”ata e ce la sta per riciclare alle Camere. Peccato che si limiti solo alla feccia più evidente.

  • Dott. Luigi Casiraghi 1 settembre 2019

    Cari signori nostalgici, il Governo si farà…e su basi solide, nonostante i capricci del signor Di Maio. Sono troppo urgenti le riforme necessarie per il nostro paese, lo sa Conte il Capo dello Stato, Zingaretti, assieme a Renzi e Del Rio, a QUESTI SI è UNITO anche Grillo. La barca si è mossa nel modo migliore, e FINALMENTE! Cari nostalgici dovrete consolarvi e consolare per molti anni la vostra… cara MELONI!

    • Francesco Storace 3 settembre 2019

      Ma allora ce fai…

  • eddie.adofol 1 settembre 2019

    questi del pd si stanno compordando come se avessero vinto le elezioni, però non sanno che non si è votato, devono sapere che i 5STELLE, hanno 300 parlamentari, perciò quando vogliono sono loro a staccare la spina, invece il pd sta dando l’ultimatum ai 5STELLE, si sono invertite le carte, meno male che c’è Di MAIO, che mette un freno all’arroganza dei falliti del pd. Di MAIO rimettiti con SALVINI e, non dar retta alla sirena di Mattarella, che lui è di parte con il pd e, l’europa. PRIMA GLI ITALIANI VERACI.

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