Commissario Ue, l’Italia tenta der Leyen con la quota rosa e i nomi di Belloni o Severino

domenica 1 settembre 12:58 - di Redazione
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Nel totonomi per la corsa alla poltrona di Commissario Ue prendono sempre più quota quelli di due donne: Elisabetta Belloni, attuale segretario generale del ministero degli Esteri, e Paola Severino, ex-ministro della Giustizia. Che, nel risiko delle nomine, avrebbero più chance di altri sulla base di una logica “femminista”: l’indicazione di una donna come commissario Ue consentirebbe all’Italia – questa è la tesi che viene sostenuta in queste ore -di  “guadagnare credito” nei confronti della presidente, la tedesca Ursula von der Leyen, in quanto la aiuterebbe non solo a mantenere l’impegno, preso davanti al Parlamento europeo, di rispettare la parità di genere ma, addirittura, a superarlo, con una composizione della Commissione che vedrebbe 14 donne e 13 uomini.

E’ ancora presto per avanzare previsioni per quanto riguarda l’attribuzione del portafoglio ma sarebbe sicuramente di peso, visto che, come detto, von der Leyen terrebbe conto dell’indicazione di una donna formulata dall’Italia come Commissario Ue.
E’ chiaro che sarebbero determinanti anche il curriculum e le competenze maturate dalla candidata che alla fine verrebbe prescelta.

Sessantunenne, romana, diplomatica e vedova del diplomatico Giorgio Giacomelli, Elisabetta Belloni, che è stata la prima donna a diventare segretario generale del ministero degli Esteri, nominata in quella casella di prestigio da Paolo Gentiloni quando era premier. Lei stessa era stata indicata, a maggio di un anno fa, come possibile candidata premier.
Il suo curriculum è inndiscutibile.

Curioso, però, che proprio lei possa essere indicata dall’Italia come Commissaria Ue in quota rosa. In un’intervista disse, esplicitamente: «Istintivamente sono contraria a formule che non permettono a una donna di dimostrare che può gareggiare alla pari». Più chiaro di così.

Se c’è una cosa che accomuna la Belloni alla Severino è il fatto che il nome di entrambe è circolato, sia pure in tempi differenti, come candidate premier.
Vicepresidente della Luiss, napoletana, settantenne, penalista – fra i suoi clienti, Prodi, Caltagirone, Geronzi ma il suo cliente più noto è Carlo De Benedetti, tessera numero uno del Pd ed è stata anche rappresentante delle Comunità Ebraiche nel processo contro Erich Priebke – Paola Severino piace tanto al Pd, quanto all’M5S. Ed ha uno sponsor d’eccezione in Mario Monti di cui è stata ministro della Giustizia. Prima donna a ricoprire quell’incarico.

Commenti

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  • angelo alberti 2 settembre 2019

    Per smascherare la Von Der Leyen basta anche un solo particolare, che molti ritengono marginale e stupido, ma per me è fondamentale. “la politica delle Quote rosa”… ecco chi ci siamo messi a capo della commissione… aspettiamoci 5 anni di micidiale politicamente corretto! e corrotto!!.. e Conte..” io voglio una presidente donna !!”…. patetico !!

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