Addio a Ennio Rosati, 15enne nella Rsi e colonna della sezione Garbatella del Msi

lunedì 2 settembre 17:36 - di Antonio Pannullo

Ennio Rosati, nato a Roma il 21 ottobre 1930, ci ha lasciato ieri dopo una vita intensa, sempre al servizio del suo Ideale. Tutti a Roma conoscevamo Ennio, che fu maestro di vita per più di una generazione di attivisti del Movimento Sociale Italiano. Ma lui veniva ancora da più lontano: dalla Repubblica Sociale italiana, dalle Fiamme Bianche nelle quali si era arruolato seguendo il padre Romolo, tenente della Milizia postale della Rsi, prima a Ferrara e quindi a Brescia dove Romolo fu arrestato. “Ricordo – ci disse Ennio qualche anno fa – che gli portavo da mangiare in carcere”.

Ennio ha sempre abitato nei “lotti” della Garbatella, oggi quartiere modaiolo ma che nei decenni passati fu solidamente operaio. La Garbatella, di cui tra pochi mesi celebreremo il centenario della fondazione, è un sogno non completamente compiutosi: su progetto di Paolo Orlando, presidente dello Smir (Sviluppo Industriale e Marittimo di Roma), doveva realizzarsi un canale navigabile che partendo da Ostia si sarebbe attestato nell’area alle spalle della Basilica di San Paolo con la costruzione del nuovo porto urbano. A questo progetto fu affiancato quello di quartieri operai sull’esempio delle città giardino inglesi per ospitare le famiglie delle maestranze impiegate nella nascente area industriale di Ostiense. I primi lotti di Concordia, questo era il nome originale della Garbatella, nacquero tra il 18 febbraio 1920 e il 1922 dall’idea progettuale originale di Orlando a cui si affiancarono Innocenzo Costantini, Massimo Piacentini e Gustavo Giovannoni. Con alterne vicende l’edificazione della Garbatella continuò fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale a cui il quartiere non mancò di versare il suo contributo di sangue a causa dei bombardamenti anglo-americani. E qui Ennio trascorse moltissimi anni della sua vita, per strada, da ragazzino e poi con gli amici da adolescente. Dopo la guerra vi tornò e si sposò, impiegandosi nelle Poste. E anche allora l’esistenza non era facile, Ennio con grandi sacrifici provvide alla sua famiglia, l’amatissima moglie e i figlòio Glauco e Marco,  integrando il suo impegno di lavoro con quello sindacale e politico. Lavorando e facendo politica, Ennio riuscì anche a studiare laureandosi in Economia e Commercio. Attivissimo sindacalista nella Cisnal-Poste, il sindacato nazionale dei post telegrafonici, ne divenne segretario provinciale a cavallo degli anni di piombo quando all’ufficio “pacchi domicilio” nacque il gruppo che scherzosamente fu chiamato dei “Sette Samurai” di cui oltre a Ennio facevano parte Francesco Rossi e Mario Onesti, tutti iscritti e militanti del Msi nella sezione, neanche a dirlo, della Garbatella, in via Guendalina Borghese, non lontano da casa di Ennio che inizialmente abitava in via Guglielmo Massaia per poi trasferirsi in via Costantino, nei “palazzoni” che inizialmente erano stati realizzati per ospitare gli alberghi dell’Esposizione Universale del 1942.

Nella sezione di Via Guendalina Borghese oltre ai “Sette Samurai” erano iscritti altri postali tra cui Mario Faccenda che della Cisnal – poste diventò segretario nazionale (nella foto è il secondo da sinistra affianco a Ennio primo a sinistra). Una presenza così radicata del Msi alla Garbatella non deve sorprendere nonostante questa fosse diventato un quartiere “rosso”: già nel 1947 un gruppo di attivisti tra cui proprio Rosati, Enrico Ragno – un altro combattente della Rsi – e Dino Travaglini, riuscì a trovare uno scantinato sotto i palazzi ex Incis, in piazza Caterina Sforza 2, e ad aprire con determinazione e coraggio la prima sezione del Msi che, come ricordava Ennio, era un vero e proprio “covo”. Come molte altre sezioni del Msi di Roma, anche la Garbatella era animata dai famosi Volontari Nazionali di Alberto Rossi, il servizio di autodifesa del partito, dei quali anche Ennio faceva parte. Dopo qualche anno i missini aprirono un’altra sezione del vicino quartiere di Tor Marancia, zona altrettanto difficile, in piazza Lante, il cui segretario era all’epoca De Francesco. Attivissimo dopo la guerra era in quella parte di Roma il Partito Comunista Italiano, che negli ultimi mesi del conflitto aveva occupato quella che si chiamava “la Villetta”, già sede del Partito nazionale fascista, e che in seguito divenne sezione del Pci e di tutti i partiti che gli succedettero, fino al Pd. Ma nonostante questo il primo comizio in piazza alla Garbatella, davanti alla chiesa di San Francesco Saverio in piazza Sauli, fu quello di Giorgio Almirante, seguito da migliaia di persone nonostante il colore del quartiere. Grande amico di Ennio di quegli anni era l’indimenticato Silvano Seclì, “fegataccio” di attivista, col quale Ennio compì ogni sorta di azioni e di avventure attivistiche che oggi farebbero tremare i polsi a chiunque. Insieme a Silvano, Ennio pattugliava il quartiere sulla vecchia motocicletta Rumi del suo amico, facendo scritte contro Scelba in tutto il quartiere e poi dileguandosi tra i lotti grazie alla loro perfetta conoscenza della Garbatella. Verso la fine del decennio degli anni Cinquanta la sezione si trasferì nella sede attuale, in via Guendalina Borghese 8, non lontano dal palazzo della Regione Lazio. I primi segretari furono Gino Ragno, Sallusti, Francesco Rossi, scomparso pochi anni fa e, tra le responsabili femminili, l’indimenticabile Daniela Frisini. Sempre negli anni Cinquanta gli attivisti missini della Garbatella, stanchi della prevaricazione e delle prepotenze del Pci, assaltarono la “Villetta” comunista, in uno scontro che rimase epico nella memoria del quartiere a cui furono chiuse le vie d’accesso con dei camion e al quale prese parte attiva anche Enzo Erra. Un altro episodio storico importante lo abbiamo potuto chiarire grazie ad Ennio ed è quello che i giornali amano definire “i fatti della Garbatella” del 1970, violenti scontri di piazza nei quali però il Msi non ebbe nulla a che fare: furono le sinistre e in particolare il Pci che scatenarono una violenta guerriglia urbana per protestare contro il vertice Nato e in quell’occasione, furono i carabinieri col comandante D’Inzeo che assaltarono la “Villetta” da dove partiva la guerriglia. Scontri nel quartiere tra missini e comunisti ce ne furono certamente, ma tutto sommato, ci raccontò Ennio, le cose raggiunsero un certo equilibrio dopo che i missini fecero capire che volevano essere rispettati e che avevano anche loro il diritto di di fare politica nel quartiere. Negli anni di piombo la sezione subì ben sei attentati dinamitardi e una serie di aggressioni. Cambiarono le generazioni, gli attivisti anziani se ne andarono e ne giunsero di più giovani, vi furono diaspore, nuovi afflussi, polemiche fisiologiche, ma la sezione Garbatella, intitolata a Bruno Spampanato, giornalista e scrittore, fascista di sinistra, elaboratore del Manifesto di Verona, nonché primo direttore del Secolo d’Italia e deputato del Msi, rimase sempre aperta. Nella sezione vennero a parlare e a tenere conferenze persone del calibro di Mieville, Erra, Romualdi, Caradonna, Maceratini, oltre allo stesso Almirante e moltissimi altri. In questa sezione di sono formati tra gli altri politici come Giorgia Meloni e Andrea De Priamo, nonché Simone Di Stefano, oggi segretario nazionale di CasaPound. Anche il figlio di Ennio, Glauco, è stato apprezzato esponente politico e consigliere municipale della Garbatella così come il fratello Marco, attivo nel sindacato Cisnal, di cui fu anche segretario provinciale.

Negli anni Ottanta Ennio fu nominato da Almirante responsabile provinciale del Msi per la zona sud, i Castelli, una vera cintura rossa. Tra l’altro Rosati fu anche l’ultimo segretario missino della sezione di Montecompatri, dove erano iscritti anche Teodoro Buontempo e Rutilio Sermonti. Ennio Rosati fu anche Consigliere municipale di Alleanza nazionale dell’Eur dopo il suo trasferimento sulla Laurentina e anche in questa nuova avventura riscosse stima e rispetto. Anche negli ultimi anni Ennio ha continuato a fare politica sindacale, con l’Ugl Poste: ogni giorno andava nel suo ufficio presso il ministero organizzando iniziative sindacali e attività varie insieme con i suoi colleghi del sindacato. Aveva passato gli ottanta anni ma il suo spirito era sempre quello del quindicenne che si arruolò nella Repubblica Sociale per seguire il suo amato papà Romolo. Alla famiglia Rosati e a quanti lo amarono giungano le più sentite condoglianze del Secolo d’Italia e della Fondazione Alleanza Nazionale.

Le esequie di Ennio si terranno domani martedì alle 11 presso la parrocchia San Filippo Neri nella sua Garbatella. La camera ardente sarà allestita presso l’ospedale Sant’Eugenio all’Eur dalle 9 alle 10.30.

Si ringrazia per la preziosa collaborazione l’architetto Giuseppe Pezzotti, “vecchio” attivista della sezione Garbatella

(Nella foto: Romolo Rosati nella Rsi; il labaro della sezione Garbatella in occasione del ventennale del Msi nel 1966; comizio di Almirante alla Garbatella: il primo da sinistra è Ennio Rosati)

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