Zingaretti rischia di trasformare il sogno Pd in un incubo per il popolo italiano

giovedì 22 agosto 6:00 - di Francesco Storace

Chissà se Zingaretti è contento di dover decidere se la legislatura numero diciassette – e non sarà un caso – finisce o continua. Ma è soprattutto nelle sue mani che siamo. Se il capo del partito che perde sempre le elezioni dice che si va a votare si aprono le urne. E gli dicono i suoi compari di partito: “Chi ce lo fa fare?”.

E lui ha buon gioco a rispondere che se non è una cosa seria le elezioni si fanno tra qualche mese e il partito muore definitivamente.

Qual è la cosa seria da fare?

Tutto sta a intendersi su che cosa è “una cosa seria”. Già allearsi con i Cinquestelle dovrebbe essere una ipotesi da escludere dopo quello che hanno già combinato. Ma la politica non finisce mai di stupire.

C’è chi sogna e chi si appresta a far vivere un autentico incubo al popolo italiano. Per Zingaretti e Di Maio (e per Mattarella) il problema è Matteo Renzi, resuscitato dalla convulsa gestione della crisi. Farà la scissione? Butterà giù il governo appena sarà nato? Ma per gli italiani l’incubo si materializzerà non appena si affacceranno volti senza voti.

Giuseppe Conte si agita per una poltrona: se non palazzo Chigi, l’Europa come commissario. Il che sarebbe davvero uno schiaffo agli italiani. Alle europee Conte e i suoi grillini hanno perso clamorosamente e sarebbe paradossale la sua nomina. Tanto più che Zingaretti l’avrebbe promessa a Paolo Gentiloni. Anche se il segretario Pd vorrebbe uno tipo Letta alla guida del governo. Oppure (forse) Roberto Fico, se dovesse “vincere” Di Maio. Oppure il peggio con il Draghi della situazione.

Magari preparandoci a far assaporare al nostro popolo uno come Romano Prodi al Quirinale come successore di Mattarella.

Roba da rivolta popolare

Roba da sentirsi male per davvero, da rivolta lungo le strade. Meno voti hai, meglio ancora se non hai, più possibilità hai di poggiare le natiche sui posti più importanti che la Repubblica offre a chi viene proposto dagli sconfitti alle elezioni.

E poi, per fare cosa? Sicuramente non famoso il taglio dei parlamentari. Poi il cambio netto di politiche seguite finora. Casaleggio si rassegni all’esaltazione della democrazia rappresentativa, altro che piattaforma Rousseau. Sovvertimento delle politiche migratorie. E per chi ha formato un governo con Salvini al Viminale sarebbe una retromarcia incredibile. Dai porti chiusi alle frontiere spalancate per l’immigrazione clandestina da mezzo mondo.

Non solo: Zingaretti e il Pd pretendono una specie di fideistica adesione ad un europeismo maniacale destinato a far solo male al nostro Paese. I Cinquestelle dovranno dire si’ anche a questo.

Cosi’ come – di fronte alla volontà di costruire una maggioranza “ampia” manifestata dal capo del Nazareno – potrebbe esserci necessità di una coalizione larga, chissà magari fino a Forza Italia. Ora lo smentiscono tutti: sarà così anche alla fine?

È evidente che solo una fortissima volontà politica può far superare difficoltà che sono oggettive. E poi la fiducia verso l’interlocutore. Qui giocherà la sua partita il Quirinale, per capire se vale la pena di provare a formare un governo. Ma è un’illusione pensare che la strada sia già spalancata. Suderanno assai e non solo per il caldo.

Commenti

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  • massimo mattei 22 agosto 2019

    Le interrogative indirette vogliono il congiuntivo !

  • Giuseppe Forconi 22 agosto 2019

    Quello che leggo come possibili situazioni future… e’ da vomito, da arresto cardiaco, sarebbe la paralisi totale del Paese, porterebbe definitivamente ad un rivoluzione o quella che chiamerebbero guerra civile. Quanti italiani butteranno il passaporto e si faranno traghettare in altri Stati fuggendo dall’inferno piu’ profondo.
    Ma il dubbio piu’ grosso e’…..come possono gli italiani accettare un prodi o un renzi o un gentiloni o chi altro s’impossessera’ di questo Paese per distruggherlo totalmente? Amen

  • maurizio pinna 22 agosto 2019

    Costoro sono dei nihilisti dei demoni, come li definiva Dostoevskij. In US , Detroit nel 2012 è stata annientata dal tassa spendi, non si è ancora ripresa oggi, New York con una gestione scellerata di sinistri sta facendo la stessa fine. Mi tocca sentire un compagno dilettante, che si crede Togliatti, che enuncia un programma distruttivo ,pauperista, che non esclude l’esprorio proletario. Mi tocca ascoltare quattro comunisti scalcagnati che vanno dal Presidente rappresentando solo se stessi o poco più, che addirittura vogliono un governo del disfare, la strega cattivissima che da decine d’anni distrugge tutto quello che tocca non è mai sazia . I gilet li fanno anche in Italia , basta accordarsi sul colore e via!

  • eddie.adofol 22 agosto 2019

    Ma il pd ha perso tutte le elzioni come fa adesso ad andare a comandare prendere in mano il governo e dare ordini anche ai 5 stelle, ma stiamo su scherzi a parte una bella RIVOLTA POPOLARE NO’ VERO??????????Andiamo a cacciare questo PDR dal suo scranno più alto e, scontriamoci con questi democratici EVERSIVI AL 100%- Che da come si capisce la destra non andrà mai al governo fino a che non succeda qualcosa di grande come la RIVOLUZIONE POPOLARE – non può governare che perde le elezioni, a questo punto il PDR dovrebbe indire elezioni SUBITO. prima di essere invasi dagli africani e, questi infami del pd non vogliono mettere all’ordine del giorno lo IUS SOLI. PRIMA GLI ITALIANI VERACI poi tutti i porci del pd.

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