Vladimir Putin, il più amato dai russi. Eppure venti anni fa nessuno puntava su di lui…

venerdì 9 agosto 18:30 - di Redazione

In pochi avevano sentito parlare di Vladimir Putin quando il 9 agosto del 1999, vent’anni fa, venne nominato premier dall’allora presidente Boris Eltsin. E con la velocità con cui cambiavano i premier in quel periodo di instabilità in Russia, ancora meno persone si sarebbero aspettate che il 46enne direttore dell’Fsb (I Servizi federali per la sicurezza della Federazione russa), ex responsabile per le relazioni internazionali del sindaco di Pietroburgo Anatoli Sobchak, ed ex capo dell’ufficio del Kgb di Dresda, di cui si criticava la mancanza di esperienza politica, avrebbe dominato il potere dei successivi decenni e avrebbe avuto il consenso della stragrande maggioranza del popolo russo. Presidente facente funzione dal 31 dicembre del 1999, quando Eltsin annunciò a sorpresa l’uscita di scena e lo chiamò al Cremlino al suo posto, venne eletto presidente per la prima volta meno di tre mesi dopo. Dopo due mandati, scambiò la carica con Dmitry Medvedev, e divenne premier. Cambiata la costituzione, si presentò per un terzo mandato al Cremlino nel 2012, e quindi vinse di nuovo le elezioni presidenziali dello scorso anno. Il futuro politico di Putin è attualmente oggetto di speculazioni, aperte anche all’interno dell’establishment politico-riforma della costituzione e un altro mandato per lui come presidente o per dare maggiori poteri al premier per consentirgli di tornare premier, oppure l’istituzione di una carica di “padre della patria” sul modello di quanto appena fatto in Kazakhstan con Nursultan Nazarbaev. Appare improbabile che, nel 2024, alla scadenza del suo quarto mandato al Cremlino, uscirà di scena.

Su Putin tutti sbagliarono il giudizio: ora è il più amato

“Chi prenderà seriamente un premier se vengono cambiati come guanti?” si era chiesto quel giorno di venti anni fa, dopo la notizia del licenziamento di Sergei Stepashin il leader del Partito comunista, Ghennady Ziuganov. Eltsin ha appena “messo una croce sulla carriera politica di Putin”, aveva detto, sbagliandosi di grosso anche lui, il presidente della Duma, Gennady Seleznyov, dopo che tutti coloro che Eltsin aveva scelto come suo delfino erano stati allontanati dal potere in poco tempo. “Speriamo sempre in un Pinochet, ma Putin non lo è”, aveva detto da parte sua il colonnello in pensione Timoshenko, esprimendo la sua convinzione che Putin non era e non sarebbe mai stato l’uomo forte di cui la Russia aveva bisogno. “Non riesco a credere che entro un anno sarà possibile trasformare Putin in un politico proponibile agli elettori”, il parere di Evgheny Volk, dell’ufficio di Mosca della Heritage Foundation. “Oggi si è chiarito chi non diventerà mai presidente nel 2000: Vladimir Putin”, il commento dell’analista Yulia Latynina. “Chi ha detto che è Putin? Sapevo chi era Stepashin, ma non ho mai sentito parlare di Putin”, il commento di Zhenya Molchanova, venditrice di hot dog sull’Aleksandrovsky Sad. Come si vede, tutti avevano sbagliato: Putin è diventato uno degli uomini più importanti del mondo e soprattutto uno dei presidenti più amati dal suo popolo.

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