Venezia è diventata il paradiso delle borseggiatrici rom: “Non fanno un giorno di galera”

domenica 25 agosto 12:21 - di Penelope Corrado

Venezia è diventata la Disneyland dei borseggiatori di tutta Italia. In particolare, le bande di rom, organizzatissime, arrivano da ogni parte della penisola, ma anche dall’Est Europa, per mettere a segno i loro colpi, sapendo di rimanere impunite. Lo scrive oggi Il Gazzettino che riporta un quadro allarmante della situazione.

A Venezia è emergenza borseggi

«Le ultime due sono state bloccate mercoledì mattina sul vaporetto della linea 2, all’altezza della fermata della Ferrovia. Si tratta di due giovani donne, entrambe incinte e con alle spalle un pedigree da borseggiatrici. Le hanno bloccate due agenti in borghese della polizia, dopo che i controllori Actv le avevano pizzicate a bordo del battello senza biglietto: una aveva in tasca un foglio di via da Venezia – violato e per questo denunciata – mentre per la sua compagna sono stati gli stessi agenti a proporre l’espulsione». Che resterà lettera morta, perché la legge non punisce abbastanza severamente questo tipo di reato, se poi la borseggiatrice è incinta, come spesso accade. L’impunità è garantita.

Centinaia di casi: nel 2019 record di borseggi

Le cifre sono da record poco invidiabile. Nel 2019 più di cinquanta denunce ne ha messi insieme dalla sola la polizia locale. Poi ci sono le denunce e gli arresti da parte dei carabinieri, guardia di finanza e polizia di Stato, per una cifra che arriva a sfiorare la settantina di fascicoli aperti. Il borseggio è diventato ormai una piaga per Venezia, polo d’attrazione per i borseggiatori, data anche la forte pressione turistica a cui la città lagunare è sottoposta. In un 2019 da record se si considerano gli arresti e le denunce.

Borseggi a Venezia, il servizio delle Iene

Le Iene, alcuni mesi fa, hanno realizzato un servizio molto documentato sul fenomeno, raccontando di queste giovanissime ragazze che rubano portafogli dalle borse dei turisti. Nel passare al setaccio le zone più interessate al fenomeno, hanno battuto la zona della stazione ferroviaria, gli imbarcaderi, i vaporetti – soprattutto la linea 1 e 2 – e i punti nevralgici attorno al Ponte di Rialto e a Piazza San Marco.

Sono spesso ragazze vestite bene che si confondono facilmente con i turisti. «Le arrestiamo ogni giorno», hanno risposto le autorità, a cui l’inviato delle Iene ha chiesto spiegazioni del fenomeno così diffuso. Ma le giovani ladre sanno che dichiarandosi minorenni o incinte rischiano molto poco. All’ennesimo tentativo della Iena di parlare con alcune di loro la situazione è degenerata e la Iena e il cameraman sono stati anche malmenati. Nicolò De Devitiis ha lanciato così un appello: “Rom d’Italia fatevi avanti e raccontateci un’altra storia, non lasciate che siano queste persone a rappresentarvi”. Appello caduto desolatamente nel vuoto.

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