Trump benedice Conte e la sinistra è costretta a ingoiare il rospo populista

mercoledì 28 agosto 14:06 - di Vittoria Belmonte

La pacca sulla spalla a “Giuseppi Conte” da parte del presidente Usa Donald Trump ha spiazzato la sinistra. Per mesi ha demonizzato il numero uno della Casa Bianca, per mesi ha denunciato l’esistenza di una Internazionale nera che proprio nel consigliere di Trump, Steve Bannon, avrebbe avuto il suo regista e protagonista. E ora è costretta a non dire nulla, neanche si accorge di una clamorosa ingerenza Usa negli affari italiani e se se ne accorge si frega le mani.

Per togliersi dall’imbarazzo che hanno fatto allora? Hanno detto che si tratta di uno smacco per Matteo Salvini. Il che è sicuramente vero, ma a guardar bene c’è un motivo se Trump si è sbilanciato su Conte (ammesso che la cosa porti fortuna visto che anche Obama si era sbilanciato su Renzi con i risultati che sappiamo).

E il motivo lo spiega la Cnn: il presidente del Consiglio dimissionario, Giuseppe Conte, avrebbe appoggiato il presidente americano, Donald Trump, nella sua richiesta di far rientrare la Russia nel ‘club dei grandi’ durante il recente G7 a Biarritz, in Francia. La ‘Cnn’ cita come fonti due diplomatici e un alto funzionario americano. Secondo l’emittente statunitense, durante la cena di benvenuto di sabato si è registrato un disaccordo “a tratti aspro” tra Trump ed alcuni leader sul possibile rientro di Mosca, con il conseguente ripristino del G8. Mentre si discutevano questioni come l’Iran e gli incendi in Amazzonia, Trump insisteva nel chiedere perché la Russia dovesse restare esclusa dai colloqui, date le sue dimensioni e il suo ruolo negli affari globali. Contrari al ritorno della Russia nel ‘club dei grandi’, ha precisato la Cnn, si sono mostrati soprattutto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ed il primo ministro britannico, Boris Johnson. I due hanno sostenuto che la Russia è diventata più antidemocratica da quando è stata espulsa nel 2014 per la sua annessione unilaterale della Crimea. Conte invece ha appoggiato Trump ricevendo in cambio la benedizione via Twitter.

Una circostanza che non deve far montare la testa a Giuseppe Conte, osserva Federico Rampini, in quanto il presidente Usa può avere buoni rapporti personali ma sul piano pratico agire come meglio crede. Già altri capi di Stato ne hanno fatto le spese: Trump è volubile e capriccioso. “Nessuno dia per scontato – avverte Rampini – che dopo il tweet di ieri non ci saranno dazi sul Prosecco, quelli appartengono a un’altra logica”.

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