Trappolone Napolitano pronto per Salvini. Ora o mai più se vuole vincere

venerdì 9 agosto 6:00 - di Francesco Storace

Occhio al trappolone Napolitano, Salvini. I maestri dei sabotaggi di Palazzo si sono rimessi di nuovo all’opera e puntano sul calendario. Questo potrebbe spiegare  l’accelerazione impressa nelle ultime ore dal capo della Lega. Che ha detto a Conte, pubblicamente, in serata: “Andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’e’ piu’ una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav, e restituiamo velocemente la parola agli elettori“. Pietre.

Mattarella si era messo in movimento alla vecchia maniera e d’altronde è anche normale, visto il casino che si registra. Da una parte, in mattinata ha assestato un paio di colpi al decreto sicurezza bis che neanche Carola Rackete avrebbe potuto immaginare. E poi, facendo partire consultazioni informali. Che poi sono quelle più serie, di solito.

Conte si è recato al Colle e poi, anziché al Parlamento, ha “riferito” sia a Salvini che a Di Maio. Riferito è una parola grossa perché neanche il premier ha più il bandolo della matassa.

Il 9 settembre

A Salvini si deve essere accesa la lampadina del 9 settembre, giorno del voto finale sul taglio dei parlamentari. L’ha votato e qualcuno potrebbe obiettare che c’entra. C’entra eccome nei disegni di Palazzo. Volete combattere la casta? Bene, vi accontentiamo noi.

La procedura della riforma costituzionale, tra pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, richiesta di referendum ed entrata in vigore – tempo per la Cassazione incluso – porta via circa sette-otto mesi. E Mattarella neanche sotto tortura vanificherebbe il taglio – rischiando le ire ad hoc dei Cinquestelle – per sciogliere le Camere e rinviare alla legislatura successiva il taglio dei mille parlamentari.

Si potrebbe così ballare fino alla prossima estate. Domanda: regge un governo così conciato? Nella nota di ieri sera la risposta del capo leghista.

La scommessa che giocano gli allibratori di Palazzo è sul governo tecnico. Da una parte gli strepiti grillini sugli onorevoli da diminuire; dall’altra la possibilità di botte da paura all’economia; sono già pronti i richiami alla responsabilità modello Napolitano. Obiettivo, dall’estate 2020 trascinare al luglio 2021 la situazione politica con una maggioranza diversa, arrivare al semestre bianco di Mattarella eletto a febbraio 2015, eleggerne il successore con questo Parlamento.

Se Salvini vuole impedire tutto questo, deve riuscire a far saltare il banco prima del 9 settembre. Conte deve sgombrare il campo, far partire un governo elettorale magari affidato alla seconda carica dello Stato come la presidente del Senato Casellati e si deve andare alle urne rapidamente. Con una finanziaria snella concordata con l’Europa.

Si prende atto e si divorzia

Altra strada non c’è, perché le trappole sono davvero tante sulla strada per il rinnovo del Parlamento. O si riesce a far decidere il popolo sovrano oppure ci dobbiamo preparare ad un’ennesima, triste stagione dei tecnici corredata da una maggioranza ancora più strana di quella attuale. Con dentro Pd, Fi e perfino Cinquestelle. Costoro sarebbero capaci persino di tentare chissà quale diavoleria di nuova legge elettorale. Anche se va dato atto a Zingaretti di aver detto di essere pronto alle elezioni.

Ecco perché a Salvini conviene l’accelerazione. Non voleva apparire come Capitan Fracassa, ma doveva stare attento a non apparire come er Sor Tentenna. Certo, per chi si accontenta c’è anche la solita opzione rimpasto, maxi o mini che sia. Ma davvero possiamo pensare che la baracca si rimetta in piedi perché non c’è più Toninelli o Tria? Ormai anche i rapporti personali sono esauriti; le tifoserie sono ad un passo dalla rissa generale; non c’è più fiducia reciproca.

E viene il tempo, finalmente, di dare all’Italia un governo sovranista, come ha auspicato Giorgia Meloni. Per una Patria libera dai ricatti.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Fausto 9 agosto 2019

    Ha ragione Salvini. Voto subito. Il taglio dei parlamentari può essere fatto dopo liberiamoci appena possibile del presidente attaccapanni. Bravo Salvini

  • Sandro Cecconi 9 agosto 2019

    Lo so che non esiste altro modo, ma il mio intervento non era contro nuove elezioni. Era totalmente incentrato verso i forse possibili futuri alleati. Dei due egoarchi non mi fido per niente. Sono solo dei logorroici senza senso. AN ha pagato molto duramente per la correttezza assunta in qualsiasi tornata elettorale.

    Mai dimeticare la storia.

  • Sandro Cecconi 9 agosto 2019

    Storace, non è ancora venuto il tempo di dare un vero governo per fare gli interessi degli italiani. Le elezioni prossime, come ho scritto più volte, saranno improntate al “tutti contro tutti” e senza pietà alcuna il nostro partito dovrà necessariamente portarle avanti. Senza sconti per nessuno, men che mai per coloro che forse dopo potrebbero essere gli alleati.
    Gli altri lo faranno senza ombra di dubbio.

  • 9 agosto 2019

    Il popolo vuole le elezioni e qualcuno dovrebbe agire in tal modo senza giochi subdoli e dannosi.
    Altra soluzione non esiste e non bisogna tornare al 2011,data molto infausta per l’Italia ed il suo popolo onesto.

  • In evidenza

    contatore di accessi