Se Grillini e Pd non vogliono Salvini al Viminale sfiducino Conte

sabato 10 agosto 13:03 - di Francesco Storace

Convulsioni e panico a sinistra e tra i grillini. Reazioni inconsulte ad ogni sospiro dei loro avversari. Succede per la Meloni – che ha già anticipato tutti con un gustosissimo post sulla sua pagina fb su quando comincerà il pericolo del fascismo – e ovviamente per Salvini. I sovranisti li spaventano.

Sicuramente una recita incredibile. A partire da questa sinistra che dice di temere Salvini candidato premier e ministro dell’Interno. Per scansare l’orribile coincidenza basta votare la sfiducia al governo Conte. Cadono tutti i ministri e non uno solo. Insistere solo sulla sfiducia a Salvini vuol dire neanche troppo segretamente aver già fatto l’accordo con i Cinquestelle. Per evitare che Salvini gestisca le elezioni c’è una sola modalità: le dimissioni del governo, premier in testa. Quindi niente giochini.

Strillano come ossessi

Ma lo spettacolo più incredibile viene dai grillini, che strillano come ossessi. Sono rimasti senza giocattolo. Gli anticasta che frignano perché tornano fuori dalle stanze del potere.

Con tanto di menzogne: non è affatto vero che tagliando i parlamentari poi si vota. È il contrario. Vogliono tagliare quelle degli altri che verranno dopo tenendosi quelle che loro hanno oggi. Quella che vogliono approvare è la riforma che consentirebbe loro di arrivare a fine legislatura e ottenere una pensione con poca fatica. Sanno bene che poi non si potrebbe votare

Come i centri sociali

Per questo insultano Salvini a sangue, ai loro occhi trasformato in giullare. Prima però si sono schierati con lui come un solo uomo. Altro stile quello del leader leghista: “Non dirò una parola contro Conte e Di Maio”. Da loro, invece, solo veleno. Poi, l’atteggiamento modello centri sociali per impedire la prossima visita del ministro dell’interno al comune di Catania…

Ora dicono di lui: Vaneggia su noi e Pd”.  Gli dicono: “Prendi in giro il paese”. Definiscono “Supercazzole” le sue dichiarazioni.

Sono quelli del contratto di governo perché a Palazzo non c’erano maggioranze uscite dal voto. Ecco perché le alleanze si faranno prima del voto. Se si va da soli come i grillini poi devi muoverti in Parlamento e andare a sbattere come loro.

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