Renzi ci prova: «Niente elezioni, salviamo l’Italia». Meglio l’inciucio. E parla come i 5S

domenica 11 agosto 9:33 - di Franco Bianchini

Ci prova, Matteo Renzi. Il voto non s’ha da fare. Meglio l’inciucio. Parla come un grillino. Dice le stesse frasi dei Cinquestelle. Usa argomenti identici e i medesimi slogan. Niente urne, meglio un governo di scopo. O istituzionale. O di salvezza nazionale. Chiamatelo come volete, basta che si faccia, perché altrimenti vince il polo sovranista e per Pd, M5S e compagnia bella sono dolori.  «Andremo in Senato e ci confronteremo. E qui è in gioco l’Italia, non le correnti dei partiti», afferma in un’intervista al Corriere della Sera. «Chiederò di parlare e dirò che votare subito è folle».

Renzi esterna come un grillino e lancia l’appello

I motivi? Scontati. Li elenca e sembra di rileggere tutte le frasi dette nelle ultime ventiquattr’ore dai Cimquestelle. «Bisogna evitare l’aumento dell’Iva», «bisogna tagliare il numero dei parlamentari e andare al referendum». La stessa strada indicata dai fedelissimi di Grillo. E arriva il tutti uniti per la salvezza della Nazione: «Faccio un appello a tutti. Dalla Lega ai 5 Stelle, da Forza Italia alla sinistra radicale, dalle Autonomie ai sovranisti fino ai gruppi parlamentari del Pd, della cui tenuta non dubito. A tutti. Ci vuole un governo istituzionale che gestisca le elezioni senza strumentalizzazioni», dice Renzi. «Penso che quando Mattarella inizierà le consultazioni, una parte dei parlamentari dovrà aver già espresso la propria adesione a questo disegno. Così il presidente potrà valutare l’eventuale incarico a un premier autorevole. A lui toccheranno le scelte: noi dobbiamo consegnargli una ipotesi concreta».

Il patetico attacco a Salvini

«Votare a novembre con mille parlamentari è più comodo per salvare le poltrone che votare dopo la riduzione. Facciamo politica, non populismo», si avventura ad affermare Renzi, con una buona dose di faccia tosta. «Qui non stiamo tutelando qualche poltrona, ma i risparmi e le regole». E arriva a dire:«Salvini ha accelerato per motivi che noi non sappiamo, ma lui sa benissimo, certo che li sa. Forse i 49 milioni di euro che la Lega ha sottratto agli italiani, forse i rubli chiesti dai leghisti alla Russia come tangente, forse ha finito i soldi per la sua macchina da propaganda sui social. Per questo va sfidato culturalmente, politicamente e elettoralmente. Ma le regole si decidono insieme: non può fare il giocatore, l’arbitro e l’ultrà. Anche perché gli riesce fare solo l’ultrà». È l’affondo di Renzi, il patetico tentativo di tornare a galla salendo sulla zattera dei Cinquestelle. Da partito di Bibbiano ad alleato, il passo è breve.

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