Pronto soccorso, cambiano codici e colori: rosso, arancione, azzurro, verde e bianco

giovedì 1 agosto 18:35 - di Redazione

Rosso, arancione, azzurro, verde, bianco: cambiano i codici del pronto soccorso e saranno distinti da cinque colori, che si potranno associare a codici numerici da 1 a 5. È il frutto operativo dell’accordo fra Stato e Regioni, come annuncia il presidente Stefano Bonaccini al termine della Conferenza delle Regioni convocata nella sede del Cinsedo a Roma, in vista della Conferenza Stato-Regioni prevista nel primo pomeriggio al palazzo della Stamperia, sede del ministero degli Affari regionali.

In particolare: il codice rosso equivarrà a “emergenza che necessita di un accesso immediato”; arancione per “urgenze che vanno gestite entro brevissimo tempo”; azzurro per “interventi che vanno gestiti entro un’ora”; verde per “urgenze minori da gestire entro due ore”; e bianco per “interventi non urgenti da gestire entro quattro ore”.

«Cambia l’assetto dei servizi ma soprattutto l’approccio nei pronto soccorso. Con l’accordo fra Stato e regioni di oggi si realizza un cambiamento importante con tre obiettivi fondamentali: evitare i ricoveri inappropriati, ridurre i tempi di attesa, aumentare la sicurezza delle dimissioni», sottolinea Bonaccini commentando il via libera alle linee di indirizzo nazionali sul triage intraospedaliero, sull’osservazione breve intensiva e sullo sviluppo del piano di gestione del sovraffollamento nei pronto soccorso.

Per il presidente della Conferenza delle Regioni, «più che di una rivoluzione si tratta semplicemente di una evoluzione basata su positive esperienze che si sono concretizzate in alcune regioni. C’è stato un intenso lavoro tra Stato e regioni che ha portato a questi testi condivisi in cui sono state recepite molte delle indicazioni fornite dei tecnici e dagli esperti regionali».

Osserva Sergio Venturi, coordinatore vicario della commissione Salute della Conferenza delle Regioni : «L’accordo fra Stato e regioni è positivo soprattutto perché allinea l’Italia agli standard della maggior parte degli altri Paesi a livello internazionale e perché considera la presa in carico della persona nella sua interezza, partendo proprio dalla necessità di una maggiore attenzione all’umanizzazione della cura. Infine, si pongono le basi per ridefinire e valorizzare il ruolo della medicina d’emergenza e di urgenza e delle strutture di pronto soccorso».

È previsto per l’attuazione un periodo di transizione di 18 mesi, puntando a una migliore organizzazione delle gare e degli spazi e distinguendo nell’ambito della presa in carico un’area di osservazione breve intensiva che comporti, oltre all’osservazione clinica, una terapia a breve termine con la possibilità di approfondimenti diagnostici. «Uno strumento pensato anche per ridurre ricoveri inappropriati e per aumentare la sicurezza delle dimissioni dal pronto soccorso ma che – sottolinea la Conferenza delle Regioni – per funzionare avrà bisogno di una dotazione organica adeguata».

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