Open Arms si prepara a forzare il blocco: entreremo in Italia. Salvini: pronti al sequestro

mercoledì 7 agosto 16:37 - di Paolo Lami
La traccia Ais di Open Arms che si trova a circa 30 miglia nautiche da lampedusa e continua a pendolare lungo una rotta nord-sud nell'attesa di forzare il blocco

Si prepara a forzare il blocco dei porti italiani la nave della Ong spagnola Open Arms che, da sei giorni, continua a ciondolare nel Mediterraneo con a bordo 121 immigrati clandestini recuperati di fronte alla Libia dove li hanno spinti gli scafisti: «Entreremo in Italia se dovessimo avere seri problemi a bordo», ha avvertito, arrogante, Oscar Camps, fondatore della Organizzazione non governativa annunciando lo strappo ai microfoni ( qui l’audio ) dell’emittente spagnola Catalunya Radio, mentre chiacchierava dell’inasprimento della nuova norma italiana “Sicurezza bis”.
Pronta la replica di Salvini: la Open Arms «minaccia di entrare in Italia. Avrebbe avuto tutto il tempo per raggiungere la Spagna, il Paese della Ong, che ha dato la bandiera alla nave e dove alcuni sindaci si sono esposti a favore dell’accoglienza. Ma forse questi signori vogliono fare solo una provocazione politica: evidentemente la vita delle persone a bordo non è la loro vera priorità, ma vogliono a tutti i costi trasferire dei clandestini nel nostro Paese. Si ricordi, la Open Arms che per lei le acque territoriali italiane sono chiuse e siamo pronti a sequestrare la nave».

Infrangere il nuovo decreto “Sicurezza bis” appena approvato costerà molto caro alla Open Arms nel momento in cui decidesse di entrare nelle acque territoriali italiane. Intanto le multe per chi viola la disposizione sono diventate onerosissime: da 150.000 euro a un milione la sanzione comminata al comandante. Se non è in grado di pagare lui, la sanzione si trasferisce, automaticamente, all’armatore. Con buona pace di Oscar Camps che, forse, ha soldi da buttare nell’avventura per provare di persona se l’Italia si fa piegare.

Ma il problema non sono solo i soldi che Camps dovrà scucire se tenta di forzare il blocco.
Il nuovo decreto “Sicurezza bis” prevede anche l’arresto per chi oppone resistenza alle forze dell’ordine, come ha fatto Carola Rackete.
Infine, semmai tutto questo non bastasse a suggerire a Camps e alla sua Open Arms, di puntare la prua verso altri lidi, c’è il sequestro dell’imbarcazione che può essere anche demolita.
In questo momento la Open Arms, che ha il sistema di trasmissione Ais a bordo acceso, si trova a circa 30 miglia nautiche a est di Lampedusa e sta facendo una rotta a zig e zag, da nord a sud e viceversa, parallela a Lampedusa, dopo che Malta ha vietato l’ingresso dell’imbarcazione nelle sue acque territoriali e la Spagna, sotto la cui bandiera naviga il vascello, ha fatto sapere a Camps che appena mettono piede nelle sue acque territoriali dovranno pagare 900 mila euro di multa e la nave verrà sequestrata.

Ma Open Arms tenta anche un’altra strada per mettere in difficoltà l’Italia: ha presentato un ricorso al Tribunale per i minori e alla Procura minorile di Palermo «affinché i minori a bordo vengano fatti sbarcare e vengano nominati dei tutori per quelli non accompagnati. Questo prevedono articolo 6 e 11 della Convenzione dell’Aja – scrive l’organizzazione su Twitter – Noi rispettiamo la legge».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Giuseppe Forconi 9 agosto 2019

    A Salvini e governo italiano, questa e’
    la vostra prova del fuoco se cedete sara’ la fine. Queste ONG devono essere definitivamente messe fuori legge e le barche affondate senza reclamare assicurazioni in merito, perse per sempre, ma gli sbandati a bordo vanno riportati al porto da dove sono partiti, che se la veda il governo libico.

  • fabio dominicini 8 agosto 2019

    Se la carretta del mare,parte terminale dell’organizzazione , che per fini di lucro recluta immigrati, entra nelle acque italiane, ciò deve essere classificato come un atto ostile della Spagna ( lo pseudo natante batte bandiera spagnola ) verso l’ Italia ed il nostro Ministero degli Esteri deve convocare l’ ambasciatore spagnolo invitandolo energicamente ad intervenire !!

  • ADRIANO AGOSTINI 8 agosto 2019

    E’ pazzesco: tutti si sentono in diritto di forzare il blocco. E’ come dichiarare guerra all’Italia perché non ne riconoscono le leggi. E’ evidente l’attacco politico all’Italia sovranista da parte dell’Europa, ma non capiscono che l’Italia non cederà.

  • Giuseppe 8 agosto 2019

    Speriamo si faccia quanto detto anche se purtroppo dobbiamo combattere anche con i nemici interni ….

    FORZA FACCIAMOCI RISPETTARE UNA BUONA VOLTA !!!!!

  • alfonso43 8 agosto 2019

    Chissà come mai ogni volta che questi procacciatori di carne umana raccolgono tanti derelitti allo sbaraglio ci sono sempre qualche minore e qualche donna,atti voluti deliberatamente per impietosire i popoli.
    Inoltre sono 6 giorni che vagano nel mediterraneo,dopo aver raccolto il loro carico in acque libiche;perché allora non hanno fatto subito rotta verso la Spagna,visto che è la loro nazione di bandiera?
    Bisogna impedire con ogni mezzo che questi distruttori di ogni regola e leggi di stati sovrani possano fare i loro comodi per il loro tornaconto economico e politico.

  • In evidenza

    contatore di accessi