Muscolosi, in carne e con le catene d’oro. Ecco i profughi della Open Arms (fotogallery)

sabato 10 agosto 16:38 - di Davide Ventola

Uomini nerboruti, ragazzi e ragazze tutt’altro che denutriti, giovani con gli smartphone e (addirittura) con le catene d’oro al collo. Le immagini raccolte sulla nave Open Arms documentano una situazione diversa rispetto a quella che ci si aspetterebbe. Richard Gere ha parlato di profughi alla fame, di uomini e donne scappati dall’inferno. Torturati, seviziati, maltrattati. Le immagini, che postiamo in questo articolo, parlano da sole. Ognuno può farsi un libero convincimento. Certo lasciano margine legittimo a qualche domanda.

Due profughi della Open Arms con la catena d’oro. La domanda sui Social: nei lager libici gliel’hanno lasciata?

Meloni: “Da Richard Gere uno spot”

Anche Amnesty International non aiuta. Fornisce cifre aride, ma confuse: «89 adulti, 30 minorenni, 2 neonati». La foto dei due neonati è la più condivisa. Non si sa quanti sono effettivamente gli uomini adulti in viaggio da soli. La comunicazione è chiara: l’opinione pubblica entra in maggiore empatia con donne e bambini. Non a caso, che Giorgia Meloni ha sollevato qualche legittimo interrogativo. «Secondo i dati ufficiali, il 90% di chi è sbarcato illegalmente in Italia negli ultimi anni è uomo e solo il 10% donna. Ma quando una star di Hollywood come Richard Gere decide di fare la sua comparsata a favore di telecamera su una nave Onf, guarda caso, spuntano per la foto moltissime donne. Perché per i nuovi schiavisti è più facile fare propaganda immigrazionista facendo vedere donne e bambini che non solo uomini adulti (come avviene di solito). Ci prendono per scemi? Open Arms e Richard Gere –  conclude da quanto tempo hanno concordato questo spot?». E ancora: «Tutti spavaldi a casa nostra. Richard perché non vai ad aiutare i messicani a passare il confine? Hai paura che ti arrestino come si fa da quelle parti per chi favorisce l’immigrazione clandestina e non ti facciano poi girare i film che ti garantiscono compensi milionari? Rivoluzionari di cartone».

 

Uno dei profughi con la catena d’oro

Open Arms 5

 

Anche Chef Rubio con Richard Gere è sulla Open Arms

 

Le passeggere di Open Arms scappano da una guerra o da una carestia?

 

Commenti

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  • 11 agosto 2019

    Vedo anche una bella signorona in carne che, certamente, non ha sofferto la fame nei campi libici …. ma nemmeno gli altri sembrano così bisognosi !!!! Gere torni a Malibu o dove cavolo abita a farsi una nuotata in piscina ! Penso anche che un bel bagno se lo sia fatto anche da noi …….. vacanze gratis ????

  • giorgio 11 agosto 2019

    a questo proposito risulta essere molto interessante un corposo e ben strutturato articolo comparso sul Guardian inglese, non certo un giornale razzista, sull’intreccio fra alcune cancellerie europee, leggi cancelleria tedesca, e le navi dei cosiddetti “salvatori”. Ingerenze percio’ sulla sovranita’ di Paesi, leggi Italia, e colpevoli interferenze illegittime. Per cio’ che attiene poi l’americano, beh! era preferibile quando recitava(?????????) anche se recitare e’ una parola grossa, meglio sarebbe dire ripetere da pappagallo quello che altri scrivevano per lui. Anche lui, ex sex-symbol ormai decaduto, fa parte della moderna “tratta degli schiavi”; inoltre, nessuno dice che codeste navi invece di stare per un mese ed oltre davanti a Lampedusa avrebbero tutto il tempo per tornare da dove sono venute, anche porti norvegiesi o tedeschi del nord visto che da li’ provengono.E nessuno si chiede dove si procurino i soldi visto che ne necessitano parecchi.

  • rino 11 agosto 2019

    Richard Gere è un riccone che fa parte di quelli ai quali fa comodo che gli altri siano tutti poveri. Ripete lo slogan collaudato “fuggono dalla guerra”, ma quale guerra? La guerra, dove c’è, l’hanno dichiarata loro e a noi non deve interessare. Quando c’è la guerra, si combatte e non si diserta, noi abbiamo avuto due guerre e non siamo scappati all’estero.
    E’ facile fare il benefattore con miliardi di dollari in cassa.
    Le collane d’oro non mi meravigliano perché chi paga 3000 dollari per essere traghettato deve essere benestante. I poveri africani che ci fanno vedere in televisione le ONG, che chiedono soldi per rovinare l’Italia, come si può vedere, restano in Africa.

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