McDonald’s a Caracalla, Rampelli: «Basta chiacchiere, si espropri l’area»

giovedì 1 agosto 18:49 - di Redazione

Porre il vincolo su tutto il centro storico di Roma e anche sulle opere di pregio che ne sono escluse. A chiederlo è il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, dopo il caso – e il caos – esplosi intorno al progetto per l’apertura di un maxi McDonald’s nell’area di Caracalla. «La confusione sull’esistenza o meno dei vincoli a ridosso di Caracalla che sta animando il confronto tra sovrintendenze è inaccettabile e paradossale», ha spiegato l’esponente di FdI, sottolineando che l’incompatibilità dovrebbe essere chiara, benché non sempre lo sia per «le istituzioni politiche e le Soprintendenze».

Paradosso Caracalla: no ai festival, sì a McDonald’s

«Il fatto che vada preservato il genius loci per ogni opera d’arte e che non c’è compatibilità tra il complesso archeologico delle Terme di Caracalla, i panini con hamburger e le patatine industriali di Mc Donald’s dovrebbe essere chiaro», ha detto Rampelli, invitando ministro e sindaco a «parlarsi e trovare una soluzione che non sia una presa in giro, perché l’area acquistata dalla multinazionale americana del fast food è oggi a destinazione commerciale». «A rigor di logica quindi – ha proseguito Rampelli – potremmo trovarci nel paradosso di aver espunto dall’area innocue manifestazioni culturali estive e, in alcune stagioni, perfino la musica lirica del Teatro dell’Opera e di dover subire la più classica delle americanate a 100 metri dalle Mure Aureliane».

«Servono risposte concrete, non mediatiche»

«Per scantonare questo e altri analoghi rischi occorre probabilmente una variante al Piano regolatore ovvero – ha quindi suggerito Rampelli, che è architetto – un esproprio per pubblica utilità tale da garantire una fascia di rispetto per gli importanti resti archeologici esistenti». «Vogliamo risposte certe e non posizioni suggestive solo sotto l’aspetto mediatico. Il ministero per i Beni culturali apponga il vincolo su tutto il centro storico di Roma e su quelle opere di pregio che ne sono escluse impedendo altri svarioni di questo genere. La Regione Lazio faccia la sua parte non solo per proteggere i centri storici dei piccoli comuni ma soprattutto della Capitale».

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