Libia, due attacchi in poche ore vicino alla base italiana di Misurata: e la Trenta tace (video)

mercoledì 7 agosto 16:59 - di Giovanni Trotta
Due attacchi in poche ore vicino alla base italiana di Misurata in Libia. Il ministero della Difesa italiano non ha fatto sapere se la nostra base ha avuto danni. L’altra notte, intorno alle 23.30, un minuto dopo essere atterrato sulla pista di Misurata proveniente da Ankara, con a bordo probabilmente armi, un quadrireattore da trasporto civile ucraino Iliushin Il.76 TD (contrassegno UR-COZ), è stato colpito da ordigni lanciati da un drone. Potrebbero esservi vittime. Il velivolo andato distrutto. Lo stesso velivolo era stato avvistato il 7 luglio a Mitiga, mentre scaricava droni turchi e altri materiali bellici destinato al premier fantoccio della Ue al Serraj. Sembra che siano stati colpiti anche dei depositi di armi dato che vi sono state numerosissime esplosioni secondarie e un vasto incendio. Il drone utilizzato era un wingloann cinese comprato dai turchi nel 2015. In allarme e nei rifugi il contingente italiano che si trova a circa 1.000 metri da dove è stato centrato il velivolo della società Cargo Alfa. Dato che in pochi giorni sono andati distrutti altri tre Il.76 (due mentre scaricavano rifornimenti per Haftar sulla pista di Al-Jufra, a sud di Sirte) probabilmente questi voli saranno sospesi.

Distrutto l’aereo con le armi per Serraj da Ankara

”Un aereo militare da trasporto Ilyushin, proveniente dalla Turchia e carico munizioni e armi per sostenere le milizie terroristiche” del governo di accordo nazionale del premier libico al Serraj, sarebbe stato l’obiettivo del bombardamento all’Accademia dell’Aeronautica di Misurata. È quanto sostiene una nota dell’aviazione dell’Esercito nazionale libico (Lna), guidato dal generale Khalifa Haftar, diffusa dai media libici. ”Il bersaglio è stato colpito da un solo missile ad alta precisione, senza recare alcun danno collaterale a edifici, veicoli e individui”, precisa la nota. Il quotidiano Libya Observer aveva riferito in precedenza via Twitter che il bombardamento dell’Accademia di Misurata era stato condotto da un drone che aveva lanciato un razzo solo. L’aereo colpito è di fabbricazione russa.

Dopo le 14 il secondo attacco di Haftar

Ora le forze del generale Haftar annunciano altri raid nella zona di Misurata. Oggi poco dopo le 14 la sala operativa dell’Aeronautica dell’Esercito nazionale libico dà notizia in un comunicato diffuso dai media libici di “tre raid effettuati contemporaneamente” nella zona dell’Accademia dell’Aeronautica delle forze che sostengono il governo di concordia nazionale libico di Fayez al-Serraj. Il colonnello Mohammad Manfour, capo della sala operativa, ha precisato che nel mirino delle operazioni sono finite “due stazioni radar” e ha rivendicato il “successo al 100 per 100” degli attacchi, aggiungendo che “non ci sono stati danni collaterali”. Le forze al comando di Haftar invitano “civili e stranieri a stare alla larga dagli assembramenti delle milizie terroristiche” nella zona di Misurata. Una nota diffusa dai media libici afferma che “saranno obiettivo dell’Aeronautica” di Haftar. L’avvertimento è contenuto nel comunicato con cui le forze di Haftar annunciano raid effettuati nella zona di Misurata. In particolare il nuovo attacco di droni che operano in favore delle forze nazionaliste, contro l’aeroporto di Misurata, ha colpito bersagli a sud-ovest della pista mentre il contingente italiano è presso la ex accademia, sul lato nord-est della pista. Comunque non molto lontano, circa un chilometro. Sicuramente chi conduce gli attacchi è a conoscenza della presenza italiana ma chiaramente l’ospedale è in un luogo sempre più esposto. Il ministro Trenta non ha fatto sapere ancora niente per tranquillizzare i familiari dei militari. Ci pensiamo noi dato che ci risulta che siano tutti in buona salute anche se la tensione è palpabile. Non sarebbe il caso di spostare l’ospedale in un luogo meno esposto?

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