Lettera di una mamma: “Mia figlia sequestrata dallo Stato e resa orfana di madre viva”

lunedì 5 agosto 13:10 - di Redazione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Gentile direttore, il mio nome è Sara Ascoli e sono una mamma a cui è stata portata immotivatamente via la sua unica figlia. Nel mese di marzo ho contattato numerosi esponenti politici per chiedere aiuto e segnalare la situazione di mia figlia, ovvero, offrire una dettagliata documentazione relativa agli illeciti che si attuano in Italia (nel mio caso a Roma) sui ai minori  ad opera di strane manovre attuate da servizi sociali, giudici, organi politici. Allora io non potevo conoscere i fatti di cui drammaticamente ora l’Italia è venuta a conoscenza: Val d’Enza, Bibbiano, Veleno, Forteto, Torino, etc. eppure anticipavo, come avranno fatto moltissimi altri genitori quanto me disperati, ciò che accade in Italia: lo stile Bibbiano o, come dicono a Strasburgo “la modalità italiana” rispetto alla tutela dei minori.

Sono una mamma privata della sua unica figlia quasi quindicenne, che vive da sette mesi in casa famiglia senza motivo alcuno. Ho presentato un esposto contro i servizi sociali ai loro ordini regionali e nazionali che hanno aperto un’indagine di controllo per la violazione di ben 12 articoli del codice deontologico. I servizi sociali hanno permesso, nonché favorito in ogni modo, che mia figlia vivesse in totale stato di abbandono per oltre un anno presso il domicilio paterno e contrariamente al decreto di un giudice che riteneva il padre non “all’altezza del compito genitoriale”. In un anno mia figlia è irriconoscibile: si è inflitta lesioni per ben tre volte (taglio di un polso e ustioni); il suo stato psicologico è devastato, a detta della sua terapeuta (atteggiamenti autistici, rasenta la psicosi, è alienata dalla realtà; ha delirio di onnipotenza; rischia un disturbo borderline; fisicamente aggressiva e ora incapace di relazionarsi persino con me); ovviamente anche in casa famiglia stanno accadendo episodi a dir poco spiacevoli. Mia figlia era una ragazzina sana e felice prima che il padre me la portasse via (l’ha prima abbandonata per 4 anni) per il suo rancore nei miei confronti poiché scelsi di chiudere con lui la relazione ben 11 anni fa. Di questo rancore e delle sue intenzioni che ha ammesso dinanzi ai servizi sociali e agli psicologi ne sono tutti informati, così come sono sempre stati informati di tutto ciò che in 14 mesi ha messo in pericolo la vita di mia figlia. Ma nulla è stato mai fatto per tutelare i diritti di una minore in barba alla Costituzione ctaliana e al diritto internazionale. I tribunali sono lentissimi quando non assenti: emettono decreti che poi mancano di far rispettare o emessi in totale assenza di informazioni poiché mai relazionate, senza leggere le relazioni esistenti, senza mai ascoltare la minore o i genitori; senza vagliare le prove, o basandosi su relazioni assolutamente false. Deve ancora esserci qualcuno che creda nei diritti umani o si tratta soltanto di parole al vento? Le ferite sul corpo di mia figlia erano vere e facevano male come fa male vederla abbandonata da tutte quelle istituzioni preposte alla sua tutela. Come fa male vederla privata della propria madre e me privata di lei.

Chiedo il Vostro aiuto per la tutela dei diritti e della dignità di mia figlia.
Vi ringrazio per l’attenzione che prego vogliate accordarmi.

La mamma di Morgana
Sara Ascoli

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