La miserabile ingratitudine di Conte verso Salvini: e adesso gioca a resistere…

venerdì 9 agosto 10:19 - di Francesco Storace

Miserie umane modello Conte. L’uscita di scena del premier che nessun italiano ha mai votato è davvero penosa. Ha avuto più di un anno di celebrità, ha finto persino di alzare la testa qualche settimana fa e adesso si mettere a fingere resistenza. Ma stattene a casa, piuttosto…

Giuseppe Conte si scopre attento alla democrazia parlamentare, al popolo di cui si professa avvocato, in realtà pensa solo a se stesso, alla sua immagine lesionata da chi lo spodesta dopo averlo incoronato. Ma che pretende, costui? Il livore manifestato ieri sera era francamente insopportabile.

Ci vuole dignità

Probabilmente Conte deve aver perso lucidità. Ricorda quei tipi distratti persino nei funerali, quando il prete invita a non chiedere a Dio perché ti ha tolto il tuo caro ma a ringraziarlo per avertelo dato. Caro presidente Conte, hai avuto due padrini che ti hanno accompagnato al piano nobile di palazzo Chigi. Adesso, il socio più importante – per volontà popolare – dei contraenti un accordo di governo andato all’aria, le dice che il tempo è scaduto. Dignità vorrebbe che imboccassi rapidamente le scale del Quirinale rimettendo il mandato al presidente della Repubblica. Che non è più Napolitano. Speriamo…

Invece no, sbatti i tacchi, sbuffi, ti spettini il ciuffo, invochi Ferragosto e le ferie, insomma tutto pur di non sloggiare. In modalità Cinquestelle dici tutto il contrario di Salvini rispetto a quello che ci hai fatto capire dall’inizio della tua avventura governativa. Mentivi ieri, su di lui, o menti oggi?

Dovresti ringraziare…

Salvini non ha “bruscamente” interrotto il cammino del governo. Semmai lo ha interrotto “tardivamente” e per fortuna lo ha fatto. Certo, nessuno poteva mai immaginare quanto grande potesse essere la miserabile ingratitudine di un signore premier per caso rispetto a chi lo ha sostenuto per troppo tempo.

Torna nell’oscurità, ex presidente del Consiglio, e non far perdere altro tempo al popolo italiano. Abbiamo già dato alla tua presunzione.

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