La democrazia al contrario: le sconfitte fanno andare al governo. Siamo in Italia

martedì 20 agosto 6:00 - di Francesco Storace

Lotteria Italia. Con la differenza che lì incassi se vinci. Qui, in politica, basta che perdi. È un film davvero brutto quello che nel copione di oggi prevede alle 15 le bordate di Giuseppe Conte contro Matteo Salvini nell’aula del Senato.

Conte, che non ha mai vinto una elezione, anche perché le ha sdegnosamente scansate nella sua vita; Salvini che ha vinto tutte quelle più recenti; nel duello vincerà chi perde. E si infileranno i grillini scornati dagli elettori ogni volta che entrano nelle urne al pari di quel Pd con cui vorrebbero fare un governo. A Conte basta restare a palazzo Chigi o andare in Europa. Si accontenta di poco, l’avvocato del popolo e degli affari suoi.

Salvini ai Rapporti col Parlamento…

Certo che non è normale il momento che stiamo vivendo. Il governo si scassa malamente e non possiamo andare a votare. Nel tutti contro uno c’è spazio persino per il recupero degli ingenti resti di Matteo Renzi. Quasi quasi sarebbe da auspicare un trasloco di Salvini al ministero per i Rapporti col Parlamento: le bombe contro la legislatura sarebbe ancora più efficaci…

Eppure, l’opinione del popolo è abbastanza nota, anche al presidente Mattarella. Al Quirinale non devono certo leggere i sondaggi per capire qual è l’umore degli italiani. Si è votato praticamente ogni mese o ogni due, da marzo 2018 a oggi, e il responso è stato sempre quello. Lega in gran spolvero, Fdi in buona crescita, Pd, Cinquestelle e Forza Italia in crisi di numeri. E Pd, Cinquestelle e Fi dovrebbero fare il nuovo governo? Con l’aggiunta di Leu se gli azzurri dovessero risultare troppo indigesto?

I dubbi sono presenti in queste ore anche al Colle. E per questo gli interlocutori di Mattarella si sentono dire sempre più spesso “o si fa una cosa seria, spiegabile agli italiani, o è meglio votare”.

Al governo quelli che perdono sempre

Le elezioni politiche del marzo 2018 hanno rappresentato uno spartiacque. Sono state le ultime del vecchio mondo, con la crescita impetuosa e mai più ripetibile dei Cinquestelle. Poi, da allora, una serie impressionante di verdetti popolari, praticamente tutti nella stessa direzione. In Friuli Venezia Giulia come in Abruzzo; in Molise come in Piemonte; in Trentino Alto Adige come in Basilicata; in Sardegna come poi in tutta Italia per le elezioni europee non c’è stato un solo turno elettorale di rilievo che abbia fatto esultare il Pd. O rianimare i grillini. Eppure, dovrebbero governare assieme l’Italia. Alla faccia degli italiani, dunque.

In effetti, che del voto popolare se ne infischino lo abbiamo visto recentemente anche a Strasburgo. L’Europa ha punito direttamente gli italiani posizionando sulla poltrona più alta di quel Parlamento David Sassoli. Ovvero, l’esponente del partito più schiaffeggiato dal nostro popolo. È stata la cosiddetta coalizione Ursula, quella che il redivivo Romano Prodi – mani nei capelli, per favore! – vorrebbe scodellare anche per governare l’Italia.

E i grillini ci stanno perché sono terrorizzati dai sondaggi che li danno a percentuali di una sola cifra. Sì, costoro sono davvero attaccati alle poltrone. E non sono nemmeno capaci di nascondere la loro fiera avversione al rischio di dover andare a lavorare.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Anna Maria 20 agosto 2019

    Mi pare che gli Italiani abbiano espresso molto chiaramente le loro preferenze e, adesso visto che i 5 stelle sono scesi paurosamente nei sondaggi nelle preferenze ccercano in tutti i modi di fare inciuci con il pd partito perdente che negli ultimi anni, anche se non votato, ha fatto più danni e nefandezze possibili e immaginabili, adesso basta siamo arcistufi dei vari Renzi, Prodi, Boschi, Gentiloni e di tutti questi MALEFICI SINISTRI!! MANDATECI AL VOTO AL PIÙ PRESTO POSSIBILE!!!!

  • Giuseppe Lovergine 20 agosto 2019

    Non ci resta che attendere quello che oggi il Ministro Conte dirà al Senato. Se decidesse di dare le dimissioni, interverrà a quel punto il “redivivo” Presidente Mattarella, il quale non vede l’ora di mettere in atto il suo piano concordato da tempo con l’ex Presidente Napolitano. Il piano prevede a tutti i costi un governo sinistroide (PD-M5S-LEU-FI) con a capo il fallito Romano Prodi, ed altri marpioni i quali in tutto questo tempo erano in letargo. Il loro scopo se andasse in porto questo scellerato inciucio, significherebbe evitare di far tornare alle urne gli italiani più a lungo possibile, proprio come avvenne negli anni passati. A questo punto, noi italiani saremmo in grado di fare dure manifestazioni con ogni mezzo, usando anche le maniere forti affinché si riesca ad impedire che si verifichi? La Lega di Matteo Salvini, tutto questo lo aveva intuito da tempo e si sta giocando la sua partita a scacchi contro il M5S, per cercare di evitarlo. Vedremo intanto gli sviluppi della situazione e poi si agirà di conseguenza.

  • Silvia Toresi 20 agosto 2019

    Ma per carità!!!!! Poveri noi Italiani!!!!!

  • maurizio turoli 20 agosto 2019

    Parafrasando unavecchia canzone verrebbe da dire “Era già tutto previsto”
    Già un anno fa, commentando articoli di questo Giornale, scissi che alla ine il matrimonio PD MS5 ers inevitabile.
    Giornaloni poteri forti e Vaticano lo volevano.Vi ricordate il titoo dell’organo ufficiale cattocomunista, ovvero Avvenire di un nno fa “Vade retro Salvini”.
    Vi dicono niente Fondazione San Paolo e fondazione Cariplo?
    Ergo, perchè stupirsi?
    O si fa un colpo di stato o non se ne viene a capo

  • In evidenza

    contatore di accessi