Il tramonto di Grillo: veste i panni di Napolitano e si infila la maschera di Monti

domenica 11 agosto 13:18 - di Andrea Delmastro

Levata la maschera, finalmente scopriamo il vero volto del saltimbanco Grillo. Dopo aver promesso roboanti rivoluzioni in nome di una non meglio precisata democrazia di base, del famoso “uno vale uno”, il padrone del M5S invoca, in nome del logoro patto repubblicano antisovranista, un governo di inciucio nazionale con il Pd. Il terrore delle urne, il panico elettorale è una delle chiavi di lettura di questa solo apparente mutazione antropologica dei 5Stelle.
I duri e puri della democrazia diretta, le vestali dell’antipartitocrazia assumono, in verità, con naturalezza la grammatica del più scafato Cirino Pomicino al fine di mantenere, contro l’evidente volontà del popolo italiano, uno “scranno al sole”. Il candore con cui i pentastellati si agitano nel sottobosco dei più triti riti parlamentari, fra divanetti del transatlantico e anticamere nella Presidenza del Consiglio, al fine di dar vita al più classico ed indigesto dei golpi parlamentari non deriva solo dalla fame di potere e dal fascino dell’odiosa Roma.
C’è altro! C’è che le rivoluzioni non sono materia per giullari! I giullari non hanno un volto e proprio per questo indossano con naturalezza qualunque maschera.
È dai tempi dei greci, infatti, che i “giullari” vanno a corte e indossano, con indifferenza, qualunque maschera imponga il padrone. Non fa eccezione Grillo, postmoderno giullare, occasionalmente incaricato dal padrone di recitare anche la parte del rivoluzionario da salotto!
Siamo così giunti, in limine mortis del grillismo (politica s’intende!), all’ultima maschera e all’ultima scena.
L’ Europa ha chiesto al giullare Grillo di mettere la maschera di un Monti o di un Napolitano chiunque e Grillo non ci ha pensato un secondo.  Ora Grillo, vestiti i panni di Napolitano e assunta la maschera di un Monti qualunque, invoca un governo di “inciucio nazionale” contro i “barbari”.
Così facendo ha anticipato l’immorale fine di un movimento nato sulla democrazia diretta e che esalerà gli ultimi respiri al fianco del PD in una manovra di palazzo dall’indigesto retrogusto di golpe antidemocratico. Si chiude, dunque, la scena con questo ultimo colpo di teatro, ma non ci sono applausi, anzi si sbaracca perché alla fine a teatro il committente decide l’opera, ma rimane pur sempre il pubblico a decretarne il successo o l’insuccesso.
Il pubblico ha decretato l’insuccesso, non un solo applauso, ma un triste epitaffio morale sulla tomba politica del grillismo e del suo fondatore che suona pressappoco così: “ad imperitura infamia di chi esalò gli ultimi respiri al fianco del PD in una manovra di palazzo”.

Commenti

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  • Giovanni Marchetta 13 agosto 2019

    Questo personaggio è la classica bandiera esposta ai 4 venti, cambia a seconda del vento. Una persona molto affidabile come del resto tutti i 5 stelle

  • MAIO@gmail.com 11 agosto 2019

    Grillo ritorna nei tuoi panni di giullare.

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