«Il Sud è un deserto». Allarme Svimez sul grande esodo dal Mezzogiorno

giovedì 1 agosto 13:58 - di Redazione

Un Sud «insicuro», assalito da un senso di abbandono e in cui il saldo migratorio è terribilmente negativo con quasi due milioni di meridionali che «negli ultimi 15 anni si sono spostati al Centro-nord». È la fotografia del nostro Mezzogiorno scattata dallo Svimez in occasione dell’annuale rapporto («L’economia e la società del Mezzogiorno») sullo stato di salute di quella che un tempo veniva definita la Bassa Italia.  Il tema dell’esodo è il più drammatico poiché segnala una progressiva desertificazione del capitale umano nel Sud. A lasciarlo non sono solo braccia, ma intelligenze, energie, competenze.

Svimez: «In 15 sono andati via 2 milioni di meridionali»

Non per caso Luca Bianchi, direttore dello Svimez, la definisce «un’emergenza, le cui dimensioni superano il fenomeno dell’immigrazione». Ma è il quadro complessivo del Mezzogiorno a preoccupare. E Svimez lo evidenzia bene: «L’indebolimento delle politiche pubbliche al Sud – si legge infatti nel Rapporto – incide significativamente sulla qualità e dei servizi erogati ai cittadini, in particolare sul fronte sicurezza, scuola e sanità». Un fronte incandescente se solo si pensa che scuola e sanità sono materia del contendere all’interno della disputa politica sulla cosiddetta autonomia rafforzata richiesta da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, ma che vista dal meridione somiglia sempre di più alla temuta “secessione dei ricchi“. Svimez, infatti, spiega il divario su sicurezza,scuola e sanità «alla minore quantità e qualità delle infrastrutture sociali e riguarda diritti fondamentali di cittadinanza».

Sicurezza, scuola e sanità sempre più a rischio nel Mezzogiorno

E la situazione potrebbe addirittura peggiore se il governo giallo-verde non riuscisse scongiurare l’aumento automatico dell’Iva, pronto a scattare dal prossimo anno  sotto forma di clausole di salvaguardia a compensazione del deficit in eccesso. Un’eventualità che al Sud peserebbe in misura maggiore rispetto al resto del Paese. Lo Svimez, infatti, stima una traslazione sui prezzi al consumo pari all’85 per cento nel Mezzogiorno rispetto al 63 del nord. Senza trascurare che in un Sud già distante dal resto d’Italia quanto a pil pro-capite, privilegiare le imposte indirette, cioè indipendenti dal reddito, si tradurrebbe in una ancora più marcata ingiustizia.

 

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