I leghisti ai Cinquestelle: «Pensavate di essere furbi e di prenderci per fessi»

lunedì 12 agosto 12:04 - di Paolo Sturaro

Bravi sì, ma fessi no. Il popolo filoleghista del web non ci sta. Irrompe sui social con una valanga di link e vignette. Dito puntato contro i Cinquestelle. I fan di Salvini non ci stanno a passare per “colpevoli” e sfidano i pentastellati: «Smettetela di nascondervi e dite la verità». Hanno fatto i furbi su tutto, i pentastellati, dalla Flat Tax alla Tav. Si sono accucciati sulle gambe di Conte sperando di farla franca. E ora cercano la sponda nei dem. A loro volta i vertici del partito, a tutti i livelli, rispondono alle provocazioni. La presenza di (ormai pochi) militanti 5s tra i contestatori di Salvini, mischiati tra i centri sociali, provoca ironia, rabbia e sfottò: «Vi siete ridotti male, non prendete più in giro nessuno».

«Credo che si fosse giunti a un punto in cui la situazione era oggettivamente insostenibile. Soprattutto dopo le Europee, era molto difficile». Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, intervistato dal Giornale, difende la scelta di Salvini di togliere la spina al governo gialloverde.

«Era uno sforzo immane quello che stava facendo il mio segretario, ha fatto di tutto ma non si poteva fare diversamente – spiega – . Mi fa ridere chi ci attacca per aver fatto cadere il governo dopo che per mesi ha chiesto che cadesse, e mi fanno ancor più ridere i 5 Stelle. Dovrebbero fare meno i furbi e assumersi le loro grandi responsabilità». Il tema dell’Autonomia ha fatto accelerare la caduta del governo? «Non so, credo sia stata una sommatoria di questioni, l’autonomia è una – dice il governatore leghista – . Io posso accettare che qualcuno dica non mi piace, è un errore ma lo accetto. Non accetto che mi si prenda per il naso, il tono si è alzato quando qualcuno ha cercato di farlo e questo non lo consento o scelgo io a chi, e nell’elenco non c’è nessuno di coloro che pensava di farlo».

«Pensare a una manovra finanziaria fatta da un governo dell’inciucio Renzi e Grillo fa venire la pelle d’oca», commentano i capigruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo e alla Camera Riccardo Molinari. «Ci sarebbero conseguenze devastanti sulle tasche degli italiani e delle nostre imprese. Siamo fiduciosi nel presidente Mattarella che ha ben chiara la situazione e il bene dell’Italia’».

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