Hong Kong, scontri in aeroporto, sospesi di nuovo i voli. Onu e Ue in fibrillazione

martedì 13 agosto 18:49 - di Redazione
Le proteste a Hong Kong

Sta diventando incandescente e preoccupante la situazione ad Hong Kong dove decine di poliziotti, in assetto antisommossa, hanno fatto irruzione all’interno dell’aeroporto internazionale Chek Lap Kok – dal nome dell’omonima isola sul quale l’infrastruttura è costruita – occupato dai manifestanti per la democrazia e e si sono accesi violenti scontri.
Il Chek Lap Kok era stato occupato stamattina da centinaia di manifestanti che avevano bloccato l’area delle partenze dell’aeroporto internazionale di Hong Kong, nel tentativo di impedire, per il secondo giorno consecutivo, la partenza dei voli.
In un’altra area dello scalo di Hong Kong, quella degli arrivi, migliaia di manifestanti avevano dato nuovamente vita a un sit-in di protesta poche ore dopo che l’aeroporto aveva ripreso a funzionare.

A partire dal pomeriggio di ieri, infatti, erano state cancellate le operazioni di check-in, quando migliaia di manifestanti avevano occupato il terminal degli arrivi dell’aeroporto di Hong Kong per protestare contro le violenze della polizia, durante le manifestazioni del fine settimana.

Poco prima che iniziasse la nuova protesta, la leader di Hong Kong, Carrie Lam, aveva ammonito i manifestanti a non imboccare una «strada senza ritorno».

Hong Kong, ha detto Lam nel corso di una conferenza stampa, ha «raggiunto una situazione pericolosa» e ulteriori violenze potrebbero portarla al «punto di non ritorno».
Durante la conferenza stampa, la Lam, che è più volte sembrata sul punto di scoppiare in lacrime, è stata ripetutamente contestata dai giornalisti presenti.
La leader non ha voluto rispondere a chi le chiedeva se avesse l’autorità per cancellare definitivamente il contestato progetto di legge che prevede l’estradizione in Cina dei sospettati di reati penali, sostenendo di avere già risposto in passato alla domanda.
La leader ha anche difeso le azioni della polizia, accusata di violenze dai manifestanti, sostenendo che gli agenti agiscono in «circostanze estremamente difficili» e sono costretti a prendere decisioni «sul momento».
Il mio ruolo, ha affermato, è «garantire che Hong Kong rimanga una città sicura e ordinata».

Condanna all’uso della violenza da parte della polizia di Hong Kong arriva dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Secondo un portavoce, ci sono «prove credibili» che la polizia abbia utilizzato misure in grado di causare gravi ferite o la morte dei manifestanti anti governativi.
«Gli agenti sono stati visti in più occasioni sparare i gas lacrimogeni in aree affollate e chiuse e direttamente contro i manifestanti», ha detto il portavoce, ricordando che queste azioni sono «proibite dalle norme e dagli standard internazionali».
L’Alto commissario Michelle Bachelet ha chiesto alle autorità della città di aprire un’inchiesta sugli incidenti e di «modificare le regole di ingaggio degli agenti di polizia» per aderire agli standard internazionali.

«Alla luce del continuare delle proteste e dell’aumento degli incidenti violenti ad Hong Kong, è cruciale che tutte le parti esercitino la moderazione, rifiutino ogni tipo di violenza ed adottino misure urgenti per far rientrare l’escalation», dice una portavoce dell’Unione Europea, sottolineando l’urgenza che si avvii un dialogo tra manifestanti e governo dell’ex-colonia britannica.
«E’ ora più vitale che mai di avviare un processo politico di ampia portata ed un dialogo inclusivo, che coinvolga tutte le parti interessate», ha aggiunto.

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