Forza Italia, Toti sbatte la porta: «Me ne vado. Buona fortuna a tutti»

giovedì 1 agosto 17:02 - di Valerio Falerni

Politicamente eliminato. Silvio Berlusconi non è stato lì a pensarci troppo e un minuto dopo aver ricevuto le le tre proposte di modifica statutaria da parte del Tavolo delle regole per la definitiva approvazione, ha fatto scattare la mannaia sulla testa di Giovanni Toti. Nel nuovo coordinamento nazionale di Forza Italia, il governatore della Liguria non c’è. Al suo posto va Sestino Giacomoni. Confermati invece Mara Carfagna, Maria Stella Gelmini, Anna Maria Bernini e Antonio Tajani.  Se il Cavaliere voleva offrire un casus belli al governatore della Liguria e costringerlo a togliere il disturbo, c’è riuscito benissimo: «Avventura finita, buon fortuna a tutti», è stato infatti il suo amaro commento.

Berlusconi vara il nuovo coordinamento nazionale

Si consuma così la lunga telenovela che nell’ultimo anno ha visto Toti in posizione sempre più critica verso il vertice “azzurro” fino ad assumere i tratti di una vera e propria ribellione. Il punto di non ritorno proprio in queste ore con un video su Facebook diretto a liquidare L’Altra Italia, sigla coniata dal Cavaliere per tenere a battesimo il suo raggruppamento centrista, alternativo al Pd ma distinto e distante anche da Lega e FdI: «Una federazione di centro equidistante da Pd e Fdi e Lega non è casa mia». Parole che segnalavano un salto di qualità e che facevano capire che il governatore era pronto a lasciare  anche Forza Italia e non solo, come ha finora sostenuto, solo l’incarico di coordinatore nazionale.

Toti aveva criticato L’Altra Italia: «Non è casa mia»

E l’escalation era continuata fino a pochi minuti prima della riunione del Tavolo delle regole. «Se il buongiorno si vede dal mattino, temo che sarà in assoluto una delle più brutte giornate degli ultimi anni per Forza Italia», aveva profetizzato Toti mettendo in conto la bocciatura della sua proposta di primarie aperte per la leadership degli “azzurri“. Esito scontato, dal momento che Berlusconi (e non solo lui) non aveva mai fatto mistero di considerarle un imbroglio. Toti le vuole – è stato il suo ragionamento – perché sa di essere più gradito di altri forzisti a Salvini e alla Meloni, e quindi di poter contare alle primarie anche sull’apporto di Lega e Fdi. Una lettura contestata dall’ormai ex-ribelle: «Avevamo chiesto un profondo cambiamento per far piacere non a qualcuno di noi ma ai nostri elettori che se ne stanno andando in numero copioso, visto che siamo al 6 per cento nei sondaggi».

 

Commenti

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  • Mauro Collavini 2 agosto 2019

    Con Toti c’era la possibilità di salvare il partito; Senza di lui sarete costretti a chiudere. D’altronde avete preso troppo per i fondelli il popolo italiano e da veri stupidi anche voi stessi; Invece di combattere contro i “nemici” li avete sempre aiutati:Siete il partito dei cretini.

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