Estate, boom di tossinfezioni alimentari: occhio ai “virus cugini”. Come regolarsi

domenica 4 agosto 11:57 - di Redazione

Una squisita salsa all’uovo nel panino, ma anche il ghiaccio nelle bibite, o una scorpacciata di mitili possono rivelarsi insidiosi. “L’estate è la stagione più rischiosa per quanto riguarda le tossinfezioni alimentari: il caldo moltiplica i rischi, e noi siamo meno attenti. In pratica, in ferie si abbassa la percezione del pericolo. Ma la realtà è che le tossinfezioni alimentari non vanno in vacanza, anzi: in questo periodo possono confondersi con le forme virali di tipo gastrointestinale trasmesse dai virus ‘cugini dell’influenza'”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è il virologo dell’Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, che mette in guardia da Salmonella, ma anche Campylobacter ed Escherichia coli contratti a tavola. Esistono oggi al mondo più di 250 tossinfezioni alimentari, che si manifestano con differenti sintomi e sono causate da diversi agenti patogeni, perlopiù batteri, virus e parassiti, ricorda l’Istituto superiore di sanità. “I sintomi in genere includono nausea, vomito, violenti crampi addominali e diarrea, talvolta con febbre. Manifestazioni che possono essere confuse con quelle di alcune forme parainfluenzali, favorite in questo periodo dai continui sbalzi termici. Possiamo stimare – aggiunge Pregliasco – circa 130 mila casi di malanni parainfluenzali, con sintomi a carico delle alte vie respiratorie o di stomaco e intestino”. Dunque c’è il rischio di fare confusione. “Anche perché gli alimenti ‘colpevoli’ talvolta all’assaggio appaiono buonissimi”, avverte il virologo.

La contaminazione dei cibi, specie in estate, può avvenire in molti modi. Alcuni microrganismi sono presenti negli intestini di animali sani e vengono in contatto con le loro carni (trasmettendosi poi a chi le mangia) durante la macellazione. Frutta e verdura possono contaminarsi se lavate o irrigate con acqua contaminata da feci animali o umane. Mentre la Salmonella può contaminare le uova dopo aver infettato il sistema ovarico delle galline, ricorda l’Iss.

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