Ennesima grana per Bergoglio, conti in profondo rosso all’ospedale Bambino Gesù

domenica 11 agosto 11:51 - di Redazione

L’ospedale Bambino Gesù è nel caso, da tempo, ma solo da qualche giorno il bubbone è esploso. A quanto riferisce il quotidiano romano Il Tempo, in un informato articolo a firma Luigi Bisignani, esperto vaticanista, rileva come il Bambino Gesù si sia trasformato da eccellenza pediatrica italiana a una immobiliare con i conti in rosso. Il Vaticano, che queste cose le gestisce con la consueta poca trasparenza, ha già silurato a fine luglio il direttore generale Ruggero Parrotto, nominato a suo tempo dalla presidente Mariella Enoc. Il giorno precedente, prosegue Il Tempo, era stato approvato il bilancio, attivo grazie a un artifizio contabile che lo faceva apparire attivo. Soltanto che per ottenere questo lusinghiero risultato era stato utilizzato un fondo di riserva del Bambino Gesù, circa 50 milioni di euro, in cui ci sarebbero anche ad esemmpio i tfr dei dipendenti, e che quindi non potrebbe essere utilizzato a questo scopo. Forse per questo il bilancio à stato secretato, per non far capire che in realtà non c’er aun attivo di 17 milioni di euro, come mostrava il bilancio, ma una perdita reale di ben 33 milioni di euro. Un altro particolare rivelato dal Tempo è che il direttore amministrativo si è rifiutato di firmare il bilancio…

Il Vaticano paghi le tasse sulle migliaia di strutture che possiede

Secondo il Tempo questo disastro è stato dovuto non alla gestione dell’ospedale ma causato da investimenti immobiliari sbagliati: secondo Il quotidiano romano l’anno scorso il Bambino Gesù acquistò, tramite ovviamente l’Amministrazione patrimonio sede apostolica, Apsa, un immobile a Villa Pamphilj e la casa di cura Villa Luisa; le due strutture sarebbero state pagate intorno ai 48 milioni di euro. A queste acquisizioni si è aggiunta l’improvvide scelta di affittare Palazzo Alicorni in via della Conciliazione per farne un lussuosissimo ufficio di rappresentanza del Bambino Gesù. Il Tempo lo definisce un ufficio non molto austero come dovrebbe essere nello stile vaticano. Il giornale si chiede se c’era davvero bisgono di un ufficio di questo tenore come rappresentanza. A tutto questo si aggiunge la questione degli appartamenti in affitto al Bambino Gesù e da quest’ultimo ovviamente pagati. Insomma, un pasticcio poco chiaro del quale però nessuno si dichiara responsabile, a cominciare dal direttore generale silurato, che si dice prontissimo a dimostrare la sua integrità. Cosa sia veramente successo lo scopriremo soltanto in futuro, ma non ci si può non chiedere come mai il presidente e ildirettore generale avevssero tutto questo potere di iniziativa senza alcun controllo da parte di nessuno. Papa Bergoglio ha evidentemente sbagliato le scelte dei suoi manager, unitamente al fatto che la Santa Sede butta un fiume di soldi per mantenere un autentico esercito di immigrati, circa 26mila per i quali la Conferenza episcopale italiana verso 900 euro al mese, mentre non solo gli stipendi dei preti sono di gran lunga inferiori ma spesso non si trovano neanche i soldi per la manutenzione delle miglaiia di chiese e strutture del Vaticano. A questo proposito, sarebbe importante che il governo facesse finalmente pagare le tasse al Vaticano sulle migliaia di immobili che possiede sul territorio italiano e che, a quanto pare, vengono anche utilizzate per ospitare quegli invasori a cui questo papa sembra così tanto affezionato, in aperti conflitto con quello che è il comune sentire degli italiani. C’è da augurarsi che ora il papa distolga le sue attenzioni dall’accoglienza dei clandestini e lo rivolga a quello che succede nelle potentissime finanze vaticane.

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