Decreto sicurezza bis, Mattarella firma ma esprime “rilevanti perplessità” su 2 punti

giovedì 8 agosto 18:39 - di Carlo Marini

I contenuti del decreto legge sicurezza bis «appena promulgato sono stati, in sede di conversione, ampiamente modificati dal Parlamento e non sempre in modo del tutto omogeneo rispetto a quelli originari del decreto legge presentato dal governo. Al di là delle valutazioni nel merito delle norme, che non competono al Presidente della Repubblica, non posso fare a meno di segnalare due profili che suscitano rilevanti perplessità». Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lettera che accompagna la firma del provvedimento.

Le due criticità rilevate da Mattarella

Nella lettera inviata al premier e ai presidenti delle Camere ha rilevato due criticità.  In primo luogo, le sanzioni amministrative di un milione di euro e della confisca dell’imbarcazione, previste dal decreto legge sicurezza bis, non appaiono ragionevoli, in quanto «non è stato introdotto alcun criterio che distingua quanto alla tipologia delle navi, alla condotta concretamente posta in essere, alle ragioni della presenza di persone accolte a bordo e trasportate” e quindi viene affidato “alla discrezionalità di un atto amministrativo la valutazione di un comportamento che conduce a sanzioni di tale gravità».

Mattarella: “Resta l’obbligo di salvare i naufraghi”

«Come correttamente indicato all’articolo 1 del decreto convertito – spiega il Quirinale -, la limitazione o il divieto di ingresso può essere disposto “nel rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia”, così come ai sensi dell’articolo 2 “il comandante della nave è tenuto ad osservare la normativa internazionale”. Nell’ambito di questa la Convenzione di Montego Bay, richiamata dallo stesso articolo 1 del decreto, prescrive che «ogni Stato deve esigere che il comandante di una nave che batta la sua bandiera, nella misura in cui gli sia possibile adempiere senza mettere a repentaglio la nave, l’equipaggio e i passeggeri, presti soccorso a chiunque sia trovato in mare in condizioni di pericolo».

Mattarella perplesso sull’oltraggio a pubblico ufficiale

E ancora: non applicare la causa di non punibilità per la «particolare tenuità del fatto» alle ipotesi di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale e oltraggio a pubblico ufficiale, quando il reato è commesso nei confronti di un pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni, come previsto nel decreto legge sicurezza bis, «solleva dubbi sulla sua conformità al nostro ordinamento e sulla sua ragionevolezza». La ragione? La norma «include un ampio numero di funzionari pubblici, statali, regionali, provinciali e comunali nonché soggetti privati che svolgono pubbliche funzioni, rientranti in varie e articolate categorie: vigili urbani, gli addetti alla viabilità, i dipendenti dell’Agenzia delle entrate, gli impiegati degli uffici provinciali del lavoro addetti alle graduatorie del collocamento obbligatorio, gli ufficiali giudiziari, i controllori dei biglietti di Trenitalia, i controllori dei mezzi pubblici comunali, i titolari di delegazione dell’Aci allo sportello telematico, i direttori di ufficio postale, gli insegnanti delle scuole, le guardie ecologiche regionali, i dirigenti di uffici tecnici comunali, i parlamentari». In pratica, è la considerazione del Capo dello Stato, è sufficiente che in momento di rabbia si arrivi ad un diverbio con un esponente delle categorie indicate per rischiare una condanna ad una pena minimo di sei mesi, senza che il giudice possa applicare la lieve entità che porta al non luogo a procedere.

Commenti

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  • 9 agosto 2019

    E ti pareva che non metteva in atto qualche dicktat.
    Se sono pubblici ufficiali è giusto che vengano tutelati quando agiscono nelle loro funzioni.
    Le sanzioni devono essere più alte possibili proprio per scoraggiare i mercanti di carne umana.

  • Carlo 8 agosto 2019

    ho molte perplessità io, cittadino italiano, nei confronti dell’operato di questo presidente…

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