Confintesa: i sindacati contrari al “salario minimo legale” tradiscono i lavoratori

mercoledì 7 agosto 15:27 - di Redazione
“Ormai siamo alla diarchia tra il presidente del Consiglio Conte e il ministro dell’Interno Salvini ma tutti e due ignorano i diritti primari di una sana democrazia.” Lo afferma Francesco Prudenzano, segretario generale di Confintesa in ordine ai due incontri separati tenuti con le parti sociali da Conte e Salvini. “Da quegli incontri scaturisce anche la grande confusione che regna sovrana all’interno della componente sindacale dove alcuni sindacati, per esempio, sono favorevoli al salario minimo legale, altri sono più cauti mentre c’è la netta opposizione di alcune organizzazioni sindacali che sostengono che il salario minimo inneschi un meccanismo di sterilizzazione della contrattazione collettiva e sia contrario ai principi meritocratici. Nulla di più falso – prosegue Prudenzano – in quanto il salario minimo si basa sull’esigenza di assicurare al cittadino-lavoratore una retribuzione sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa così come prevede l’articolo 36 della nostra Costituzione. Dal salario minimo può partire invece proprio una contrattazione, soprattutto di secondo livello, dove si dia il giusto riconoscimento alla meritocrazia e, di conseguenza, al miglioramento della qualità del lavoro. Senza il salario minimo si verifica quel fenomeno, tanto deprecato, che vede quasi 900 Ccnl depositati al Cnel, gran parte formulati in dumping salariale che, con l’introduzione del salario minimo, scenderebbero a molto meno della metà. Ora che le forze datoriali siano contro il salario minimo non è accettabile ma comprensibile ma che alcuni sindacati, che avrebbero il dovere di difendere i lavoratori, si schierino apertamente con posizioni di retroguardia solo per servilismo politico è assolutamente inaccettabile. Non è con le contro riunioni svolte al Viminale che si risolvono i problemi del lavoro. Confintesa, – conclude Prudenzano – pur sollevando tutte le riserve sui metodi di riconoscimento della rappresentatività sindacale che il Presidente Conte mette quotidianamente in pratica, denuncia fermamente questo tentativo di delegittimare il Governo su scelte che competono solo alla pluralità dell’esecutivo. Il salario minimo legale è in vigore in 22 Stati dell’Unione Europea anche in Paesi dove il sindacato è forte e i contratti collettivi vengono stipulati regolarmente, ed esiste da tempo anche nella ultra liberista società degli Stati Uniti. Una volta tanto cerchiamo noi di metterci allo stesso livello degli altri per non rimanere il fanalino di coda nel campo del Welfare”.

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