Cacciari, legnata al Pd: «Fanno ridere i polli. È una scissione tra poveracci»

lunedì 12 agosto 17:47 - di Alberto Consoli

«La scissione nel Pd? Una scissione tra poveracci». Se la ride Massimo Cacciari e boccia il governo istituzionale. Il suo intervento ai microfoni di Circo Massimo, su Radio Capital, è tutto un programma. Si parla di crisi ovviamente, delle mosse, del Pd, di Renzi, dei cinquestelle. Il filosofo come di consueto non ha peli sulla lingua. «Un accordo Pd-M5S oggi sarebbe una sciagura, una iattura – dice Massimo Cacciari . Sarebbe in farsa la ripetizione dello sciagurato accordo D’Alema – Cossiga di vent’anni fa, che regalò a Berlusconi una maggioranza assoluta nelle elezioni del 2001». Il Pd sta sbagliando ancora: «Invece di stare alla finestra a guardare lungo il fiume che passasse il cadavere del nemico, il Pd doveva lavorare politicamente. Quando ha fatto le primarie, Zingaretti lo ha detto e poi non ha fatto nulla».

Cacciari: «Scissione nel Pd? La auspico da sei anni»

E ora che nel Pd si profila una scissione, con Renzi titolare di un nuovo partito, Cacciari, che aveva sempre auspicato questa separazione esclama: «Evviva, evviva, evviva, evviva. Sono sei anni che vado avanti a dire che in Italia c’è il divorzio e non è necessario andare avanti fino all’uxoricidio. Certo è che adesso è una scissione tra poveracci. Se ci fosse stata cinque anni fa, Renzi avrebbe potuto lavorare efficacemente nell’area berlusconiana, ancora esistente, e gli altri avrebbero ottenuto nei confronti dei Cinque Stelle… e adesso invece del 20% avrebbero il 35». Insomma, troppo tardi? Cacciari risponde con un ultima bastonata ai dem: «Le forze politiche devono presentarsi seriamente, non come il Pd di adesso, sennò fanno ridere i polli, sennò veramente una persona può dire “preferisco Salvini, ca**o’”.

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