Banderas come Gere, prosegue la farsa dei vip: “L’Italia accolga i migranti della Open Arms”

domenica 11 agosto 18:31 - di Giovanni Pasero

Dagli spot con la gallina Rosita alle conferenze stampa pro migranti. Dopo la “carnevalata” di Richard Gere sulla Open Arms, arriva l’accorato appello di Antonio Banderas.

L’attore spagnolo, dalla mondanissima Marbella, ha definito un “orrore” il blocco della nave della Ong spagnola Open Arms, prendendosela con Malta e con il governo italiano. Banderas, che è ospite di un evento organizzato dalla fondazione filantropica Starlite, nel corso di una conferenza stampa si è detto «preoccupato dai populismi e dall’impossibilità dei partiti tradizionali di risolvere i problemi».

Dalla villa di Marbella a quelle inglesi: c’è l’imbarazzo della scelta

Qualche becero sovranista potrebbe mostrare la dimora paradisiaca di Los Angels di Antonio Banderas. E domandarsi: chissà quanti migranti potrebbe ospitare. E magari fare lo stesso ragionamento sulle altre sue dimore: come ad esempio una tra quelle a Marbella, confiscata perché abusiva. O magari quella nel Surrey, tra quelle degli uomini più ricchi del Regno Unito.  Ma sarebbe un ragionamento davvero populista. O no?

La villa di Banderas a Los Angeles

Banderas contro l’Italia e contro Trump

«Ci sono possibili soluzioni ai problemi, stavo per dire dell’Africa, ma sono davvero problemi da nord a sud del mondo», ha aggiunto Banderas, che ha esemplificato questa situazione negli Stati Uniti criticando la costruzione del muro tra Stati Uniti e il Messico, voluta da Donald Trump.

L’appello pro-migranti da Marbella

Data la situazione dei migranti nel Mediterraneo, Banderas ha fornito anche la sua soluzione: «Un piano Marshall in Africa, ad esempio» per aiutare questi Paesi «nel rispetto della loro cultura e tradizioni». «Quando dicono che questo sarebbe molto costoso, perché è più costoso ciò che sta accadendo, non solo economicamente ma socialmente», ha detto Banderas, che è presidente di Fondazione benefica. Secondo il testimonial di una nota marca di merendine, l’intero movimento migratorio è riassunto in «qualcosa di semplice. Se non andiamo noi ad aiutarli, vengono loro qui, è chiaro». Quindi ha incoraggiato i governi ad attuare misure per aiutare i Paesi mancanza di risorse e infrastrutture. Buonissimi propositi, terminati con un brindisi e foto per i giornali. Si chiude stasera con una grande cena di gala  con ospiti del jet set internazionale. Presenta Valeria Mazza.   

 

Commenti

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  • Jonny Stecchino 13 agosto 2019

    Gere perché non va al confine col Messico a manifestare contro il governo di casa sua? Perché Trump lo carcera. E allora viene a rompere i coglioni a casa nostra dove sa benissimo che farà la parte del Salvatore. Quell’altro un certo Banderas che si associa alla causa a casa di altri che li porti in Spagna ricordandogli che anche la spagna ha le coste sul medirraneo.

  • Rosario 12 agosto 2019

    Cosa impedisce a Banderas di chiedere aiuto a Sanchez. Questi attori vogliono metterci la faccia ma il portafoglio dobbiamo metterlo noi

  • Paolo Ferlini 12 agosto 2019

    Attore spagnolo, nave spagnola, governo spagnolo, accoglienza in Spagna.
    In 10 giorni di navigazione avrebbe potuto fare tre volte andata e ritorno da Valencia e quanti “migranti poveri e torturati (tranne quelli con catene d’oro al collo, Vedi foto Richard Gere)” avrebbe potuto salvare.
    Perchè la Spagna può negare l’accesso e noi no? Tunisia, Algeria e Marocco non sono in guerra con nessuno e ospitano milioni di turisti europei.
    Saluti

  • vincenzi 12 agosto 2019

    Buffone prezzolato, quanto ti hanno pagato per la tu immagine le ong?
    pappone

  • giovanni vuolo 12 agosto 2019

    Uno spettacolo inverecondo.!!! Mettessero in acqua i loro yachts e facessero in proprio i salvataggi, invece di unirsi al coro di piagnistei dei radical chic di casa nostra, Fanno letteralmente vomitare.

  • carlo cocconcelli 11 agosto 2019

    Gli attori sulla via del tramonto, in Italia si danno spesso alla pubblicità, sempre ben retribuita, per non vedersi diminuire i loro ricchi onorari coi quali mantengono il loro ricco tenore di vita: chi pubblicizza i profumi, chi il tonno, chi i biscotti ed ora sembra che vi sia molta richiesta da parte delle ONLUS.

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