Alleanza Turchia-Usa per detronizzare il legittimo presidente Assad e colpire i curdi anti-Isis

mercoledì 7 agosto 18:33 - di Antonio Pannullo

Dopo che la Turchia di Erdogan ha invaso proditoriamente uno Stato sovrano, la Siria, col solo scopo di sterminare i suoi acerrimi nemici curdi, Turchia e Stati Uniti sembrano aver raggiunto un accordo sulla futura “zona sicura” nel nord della Siria, che “diventerà un corridoio di pace”. È quanto si legge in una nota diffusa dall’ambasciata americana ad Ankara dopo tre giorni di colloqui tra delegazioni militari americane e turche per “coordinare la creazione” della cosiddetta “zona sicura” nel nord del Paese arabo. Le delegazioni, si legge nel comunicato che ricalca quello diffuso dal ministero degli Esteri di Ankara, si sono accordate sulla “rapida attuazione delle misure iniziali per rispondere ai timori sulla sicurezza sollevati dalla Turchia” e sulla creazione “al più presto in Turchia di un centro operativo congiunto per coordinare e gestire insieme la creazione della ‘zona sicura'”. Turchia e Stati Uniti convengono sulla necessità di “non risparmiare sforzi in modo che gli sfollati siriani possano rientrare” nelle aree d’origine. Non è comunque chiaro quando nascerà concretamente la “zona sicura”, che tutto sarà meno che sicura per i curdi. L’obiettivo dichiarato di Ankara è eliminare la “minaccia” posta dai militanti curdi siriani al confine, che invece hanno sempre avuto buoni rapporti con gli Stati Uniti. Non si capisce come Donald Trump abbia potuto accettare un accordo di questo tipo, che chiaramente è teso a spodestare il legittimo presidente siriano Bashar al Assad dalla presidenza in favore di gruppi più o meno vicini ai terroristi, molti dei quali creati e finanziati dagli Usa di Obama. La Turchia, inoltre, che è persino membri della nato, ha compiuto un’azione illegale invadendo con truppe uno Stato indipendente. Ed è ovvio che tenterà non di combattere i terroristi, ai quali ha fornito anche armi chimiche in passato e ha concesso il diritto di passaggio ai confini, ma di colpiregli odiati nemici di sempre i curdi, per i quali è prevedibile un destino simile a quello degli armeni. Trump, probabilmente male informato della situazione, non si deve rendere complice di questa operazione, alleandosi con i turchi nelle loro mire egemoniche, e deve imporre alla Turchia di lasciare immediatamente il territorio libero siriano.

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