Abusata dal compagno egiziano della madre, 19enne si suicida: tolgo il disturbo

mercoledì 28 agosto 16:25 - di Redazione
Via Canale, a Busto Arsizio: qui, in un campo, è stato trovato il cadavere della 19enne suicida che, per anni, è stata violentata dal convivente egiziano della madre

Inizia a chiarirsi lo scenario in cui è avvenuta la morte della 19enne il cui corpo è stato trovato lunedì pomeriggio da un agricoltore in un campo a Busto Arsizio, in provincia di Varese: la ragazza si sarebbe tolta la vita ingerendo psicofarmaci perché aveva, alle spalle, una situazione familiare complicata e una storia di abusi subiti dall’allora convivente egiziano della madre quando era una ragazzina.

A 48 ore dalla scoperta del cadavere è questo il quadro tracciato dalla polizia di Busto Arsizio, che sta indagando sulla vicenda insieme alla Squadra Mobile della Questura di Varese sotto il coordinamento del pm Flavia Salvatore.

Tutti gli elementi a disposizione degli inquirenti accreditano l’ipotesi del suicidio e dall’autopsia, effettuata questa mattina sul corpo della ragazza, cittadina romena, non sono emersi traumi.
A casa della 19enne, che viveva con un compagno italiano il quale però non ne aveva denunciato la scomparsa, è stato trovato un biglietto datato 23 agosto – probabile data della morte – in cui la giovane preannunciava il gesto dicendo di voler «togliere il disturbo».
Dalla stessa abitazione erano inoltre spariti alcuni psicofarmaci di cui fa uso il fidanzato e che la ragazza avrebbe utilizzato.
Infine, secondo quanto ricostruito dalla polizia, la stessa ragazza aveva più volte tentato il suicidio nello stesso modo in passato.

Erano stati gli stessi agenti del Commissariato di Busto Arsizio a indagare sulle violenze subite dalla 19enne da parte dell’allora convivente egiziano della madre.
Abusi ripetuti, che risalgono al 2014/15 quando, dunque, la vittima aveva 14-15 anni.
Il violentatore, egiziano, era riuscito a scappare dall’Italia prima dell’arresto, probabilmente rifugiandosi in Egitto.
Secondo le prime ricostruzioni, la 19enne lavorava in nero in un bar della zona che ora si sta cercando di individuare.
L’unico familiare che la ragazza suicida aveva in Italia era la madre, anche lei residente a Busto. Ma neppure lei aveva allertato le autorità avvertendole della sparizione della figlia violentata dal suo compagno egiziano.

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