Zingaretti: «Il Pd cresce e comincia a far paura». Ma ci faccia il piacere…

sabato 13 luglio 16:27 - di Giacomo Fabi

Al ridicolo, in politica, non c’è mai fine. E questo spiega perché persino il Pd, il partito dell’establishment e dello status quo, può decidere di dedicare al «cambiamento» i lavori di un’assemblea nazionale senza che s’innalzi nell’aria un coro di pernacchie. Ma tant’è: Nicola Zingaretti ha lanciato la sfida all’insegna di «o rivoluzione o non ce la faremo» nel disperato tentativo di rianimare il Pd. Ma ci vuol poco per capire che “l’annuncite” che tanto aveva colpito Matteo Renzi ha contagiato anche lui. Eccolo dunque volare con la mente in autunno, quando a Bologna il Pd terrà una non meglio specificata “Costituente delle Idee” per la costruzione del programma. «Il consenso e i voti per il Pd – ha scandito il segretario dalla tribuna – sono in aumento e se non parlano di noi non è perché siamo deboli ma perché iniziano ad avere paura del Pd.Vogliamo aprire un processo nuovo, una fase nuova, un secondo atto della rigenerazione del Pd. Ora dobbiamo andare avanti perché siamo l’unica alternativa politica credibile a una destra inquietante e pericolosa.

All’assemblea nazionale Zingaretti attacca Lega e M5S

Facile a dirsi, meno a farsi dal momento che il partito di Zingaretti parla solo di migranti e diritti civili. Non a caso cita il caso di Carola Rackete e della sua Sea Watch per attaccare la Lega: «È la vecchia destra che torna, magari con linguaggi nuovi, ma con il pugno di ferro rappresenta interessi dominanti, pensiamo al caso della Sea Watch». E i Cinquestelle? Zingaretti li liquida così: «Stanno perdendo l’anima, sono diventati una amara stampella che sorregge un progetto che non è il loro». Ma è Salvini il bersaglio da abbattere: «Vuole la flat tax – attacca – che non porta benefici ai redditi bassi, è indifferente al fatto che quota 100 sia una pugnalata alle spalle alle nuove generazioni». E ancora: «Ho il sospetto che il governo sia filo-russo con i russi, filo-americano con gli americani, filo-cinese con i cinesi. Così l’Italia sta diventando un Paese inaffidabile. Noi – ribadisce – siamo quelli che non vogliono che nessuna potenza straniera possa condizionare il nostro Paese».

Faccia tosta sui soldi russi

Parole che pronunciate dal segretario del partito erede del Pci che per decenni ha avuto i soldi da Mosca per fare da quinta colonna dell’Urss, potenza straniera e nemica, suonano almeno imprudenti. Ma il fatto c’è e Zingaretti ne approfitta: «Non è tanto il finanziamento ai partiti l’elemento inquietante dell’inchiesta sui presunti soldi russi alla Lega – concede – ma una strategia politica che avanza su due piani: distruggere le istituzioni europee con accanto forze di destra vecchie e nuove, e il superamento delle collocazione italiana nella Nato». In ogni caso, ha aggiunto, «non voglio, non credo e non praticherò mai il modello Salvini, quello dell’uomo solo al comando. È il preludio della solitudine e della sconfitta». A Matteo saranno fischiate le orecchie. Renzi, però, non Salvini. La stoccata finale sembra cucita addosso a lui.

 

Commenti

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  • Anna Maria 14 luglio 2019

    Ah Zingaretti più che il pd cresce e fa paura è la “monnezza de Roma che cresce, fa paura e puzza” VEDI DI PROVVEDERE BUFFONE ED INUTILE!!!

  • franco costantini 14 luglio 2019

    Questo si chiama avere la faccia come il culo. Per decenni i governi cattocomunisti hanno regalato pensioni anticipate inventandosi tutte le formule possibili, prepensionamenti, scivolamenti, benefici amianto. E adesso parlano di pugnalata alle nuove generazioni, senza timore che caschi loro la lingua. Vergognosi, a dir poco.

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