Venezia, rodeo in laguna: ubriaco guida un motoscafo ad alta velocità per i canali

sabato 20 Luglio 17:22 - di Redazione

Scene da Far West, ieri, nei canali veneziani. Un trentenne, a bordo di un barchino, non si è fatto mancare niente: guidava ubriaco, ad alta velocità, ha minacciato di morte un passante che lo invitava ad andare più piano, è tentato di scappare alla polizia finché un agente è riuscito a salire sulla barca in corsa, fermandolo con le “cattive”. La situazione, surreale, è capitata venerdì pomeriggio in Rio Marin, pieno centro storico. Il giovane stava percorrendo il canale ad alta velocità, quando un cittadino lo ha ripreso chiedendogli di andare più piano rispettando le regole, a quel punto il ragazzo è andato in escandescenze, è sceso dall’imbarcazione per cercare di colpirlo e minacciandolo di morte. Poco distante, una voltante della polizia ha intercettato l’uomo, intimandogli l’alt, ma nulla da fare, anche in questo caso, dalla bocca del 30enne sono uscite solo minacce e offese, prima di scappare nuovamente ad alta velocità. Le forze dell’ordine non si sono certamente lasciate intimidire dal comportamento e si sono subito messe all’inseguimento della barca, ma per fermarlo un agente è dovuto salire a bordo del mezzo per cercare di spegnere il motore e bloccare il pericolo. Per riuscire nel proprio intento, il poliziotto si è trovato costretto a ingaggiare una colluttazione con l’uomo che gli aveva sferrato alcuni calci e pugni. Una volta fermato, il 30enne è stato riconosciuto e identificato per C.L., di Venezia e già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti. Al fuggitivo sono stati contestati i reati di resistenza, lesioni personali a pubblico ufficiale, minacce gravi, oltraggio a pubblico ufficiale, abuso di bevante alcoliche (aveva un tasso di 1,26 grammi per litro) durante la conduzione del natante e sequestro amministrativo della barca. Inoltre, al 30enne sono state contestate la conduzione della barca senza riduzione delle velocità mentre incrociava altri natanti, la creazione di moto ondoso e la mancanza dell’utilizzo del dispositivo di spegnimento automatico di sicurezza del motore. Il pm di turno ha disposto per lui i domiciliari, in attesa del processo per direttissima che si è tenuto oggi. C.L. è stato condannato a otto mesi di reclusione, con la condizionale, cioè cinque mesi (300 ore) di lavori socialmente utili non retribuiti. Salato il conto delle violazioni amministrative contestategli, che hanno fatto sì che gli fossero elevate sanzioni pari a 4700 euro.

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