Trump torna sulle deputate dem di origine straniera: odiano gli Usa, sono un incubo

martedì 23 luglio 17:41 - di Redazione

Le quattro deputate democratiche finite nel mirino di Donald Trump “sono un incubo per l’America”. Il presidente degli Stati Uniti torna a scagliarsi contro Alexandria Ocasio-Cortez, Ilhan Omar, Rashida Tlaib e Ayanna Pressley. “Nel 2016 – scrive Trump su Twitter – ho quasi vinto in Minnesota. Nel 2020, grazie alla deputata Omar, che è antisemita e odia l’America, e grazie al fatto che il Minnesota sta avendo il miglior anno economico della storia, conquisterò lo Stato. Saremo un incubo per il presidente, dice lei. No, Alexandria Ocasio-Cortez e le altre tre sono un incubo per l’America”, dice Trump, che pochi giorni fa aveva detto che loro odiavano gli Stati Uniti.

Intanto due poliziotti della Lousiana sono stati licenziati per aver pubblicato post su Facebook in cui si suggeriva di sparare alla deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez. “Questo incidente è stato un imbarazzo per il nostro dipartimento” ha dichiarato Arthur Lawson, capo della polizia di Gretna, affermando che i due agenti “si sono comportati in modo non professionale, suggerendo che azioni violente debba essere commesse contro una deputata del Congresso”. La deputata newyorkese – da giorni oggetto, insieme ad altre tre democratiche tutte appartenenti a minoranze, di una campagna denigratoria da parte di Trump – ha detto che post come quelli degli agenti della Louisiana sono il risultato del clima d’odio creato dagli attacchi del presidente. “Questo è l’obiettivo di Trump quando ricorre ad attacchi verbali e minacce nei confronti di eletti che non sono d’accordo con la sua agenda politica – ha scritto su Twitter – è un comportamento autoritario. Il presidente sta seminando violenza, sta creando un ambiente in cui le persone possono essere colpite”.

Ma è sempre l’immigrazione clandestina la preoccupazione di Trump, che ora minaccia di introdurre tariffe contro il Guatemala, colpevole di non aderire all’accordo secondo cui dovrebbe accogliere i clandestini che richiedono asilo negli Stati Uniti. Il Guatemala aveva programmato la firma dell’intesa con gli Stati Uniti: una sentenza, però, ha stabilito che il presidente Jimmy Morales non possa sottoscrivere l’accordo senza il via libera del Parlamento. La frenata ha fatto infuriare Trump che, come di consueto, ha tuonato su Twitter. “Il Guatemala, che ha formato carovane e mandato negli Usa un gran numero di persone, alcune anche con precedenti penali, ha deciso di far saltare l’accordo che aveva con noi”, scrive il presidente. Washington ora valuta l’imposizione di tariffe o di tasse sulle rimesse.

Commenti

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  • ADRIANO AGOSTINI 24 luglio 2019

    Come sempre ha ragione Trump. Questi immigrati entrano (quasi tutti) clandestinamente, si installano sempre clandestinamente e poi, anziché ringraziare la mano che ti ospita, pretendono tutti i diritti che in sostanza non hanno e fanno la guerra al governo: mordono la mano che li nutre. E’ ola stessa cosa che capita in Italia a Salvini.

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