Svolta nel caso di Emanuele Scieri: indagato l’allora comandante della “Folgore” Celentano

venerdì 5 luglio 13:35 - di Redazione

Nuova svolta, 20 anni dopo, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri, il paracadutista di 26 anni di Siracusa, praticante avvocato, trovato cadavere nella caserma Gamerra di Pisa il 16 agosto del 1999. La Procura di Pisa ha iscritto nel registro degli indagati anche l’allora comandante della Folgore, il generale Enrico Celentano, oggi 76enne, per le ipotesi di reato di favoreggiamento e false informazioni al pubblico ministero. Ne dà notizia oggi il Corriere Fiorentino. Con Celentano, salgono a quattro le persone finite sotto inchiesta: gli altri indagati, che erano tutti commilitoni della vittima, sono Alessandro Panella, 40 anni, di Cerveteri (arrestato ai domiciliari e da mesi con il solo obbligo di firma), Andrea Antico, coetaneo, residente in provincia di Rimini, e Luigi Zabara, 41 anni, di Frosinone. A tutti e tre viene contestato al momento l’omicidio volontario in concorso. Il generale in pensione è stato sentito ieri per 4 ore dal procuratore capo di Pisa Alessandro Crini e dal sostituto Sisto Restuccia. Quando i pm hanno chiesto a Celentano dove fosse la sera del 13 agosto 1999, secondo quanto riferisce oggi il Corriere Fiorentino, il generale avrebbe risposto come ha sempre fatto: “non ricordo”. Ma, secondo l’accusa, i tabulati telefonici rileverebbero la sua presenza a Pisa. E la sera del 13 agosto alle ore 23.45 da un cellulare agganciato alla cella della caserma partì una chiamata diretta alla sua abitazione a Livorno. All’alba del 15 agosto poi Celentano avrebbe fatto un’insolita ispezione intorno alla caserma, senza mai chiarirne i motivi. Sentito dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Scieri, il generale fornì la sua ricostruzione di quella tragedia: “Notai che il corpo di Emanuele era un po’ adiposo perchè era anzianotto e aveva praticato più lo studio che l’attività sportiva. Così, mi sono dato la spiegazione che forse aveva tentato di capire se riusciva a fare una impresa fisica. Oppure che poteva aver incontrato degli spiritosi che gli hanno detto di arrampicarsi per dimostrare di essere in gamba”.

Emanuele Scieri, nato a Siracusa, laureato in giurisprudenza, ha 26 anni quando viene richiamato sotto le armi nel luglio del 1999 e sta già svolgendo pratica in uno studio legale. Finito il Car (il centro addestramento reclute) a Firenze, viene trasferito alla caserma Gamerra con altri commilitoni il 13 agosto. Dopo aver sistemato i bagagli in camerata esce insieme ad altri coetanei per una passeggiata nel centro di Pisa e rientra in caserma alle 22.15, ma al contrappello delle 23.45 non risponde. Nonostante diversi colleghi riferiscano che è tornato in caserma, Scieri viene dato per non rientrato: a quell’ora probabilmente è già morto o è agonizzante. Il cadavere resta ai piedi della scala di una torre di asciugatura dei paracadute – posto solitamente frequentato dagli “anziani” della caserma – per tre giorni. Solo il 16 agosto viene ritrovato. Nell’estate del 2018 c’è una svolta nelle indagini, dopo che il caso era stato archiviato come suicidio: la Procura di Pisa arresta Alessandro Panella, caporale e capo camerata a cui era stato assegnato Scieri. Vengono iscritti nel registro degli indagati anche Andrea Antico e Luigi Zabara. La pista da seguire sarebbe quella del nonnismo: secondo la commissione di inchiesta parlamentare, istituita nel 2016 e conclusa a dicembre 2017, nella caserma “avvenivano gravi atti di violenza, non riconducibili a semplice goliardia”. Secondo l’accusa, la sera del 13 agosto del 1999 i tre indagati dopo aver fatto spogliare e dopo aver picchiato Scieri, lo avrebbero obbligato a salire sulla torre di asciugatura e poi avrebbero fatto pressione con gli scarponi sulle nocche delle dita. Di qui la caduta a terra della recluta e la fuga dei caporali.

(Foto adnkronos)

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