Stanno preparando il partito di Conte. Bisignani fa i nomi, a cominciare dal Vaticano

domenica 21 luglio 18:05 - di Redazione

Stanno preparando un partito tutto per lui. Dove “lui” sarebbe Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio che dismesso il profilo mite dei primi tempi di governo sta tirando fuori gli artiglietti contro Matteo Salvini e non appare più disposto a una supina obbedienza nei confronti di Luigi Di Maio.

L’indiscrezione.annuncio la fa Luigi Bisignani sul Tempo:  “A questo progetto – scrive – lavorano frange vaticane che non si rassegnano a vedere emarginata la loro missione, organizzazioni cattoliche del volontariato, pezzi dell’intelligence e più di qualche grande manager pubblico. Il Premier per adesso si schernisce, finge di non sapere, anche perché aveva solennemente dichiarato che finito questo sogno sarebbe tornato dai suoi studenti e ai suoi arbitrati. Ora però si guarda bene dal ripeterlo, troppo proteso ad alimentare il fuoco tra Di Maio e Salvini, ha bisogno di tempo almeno fino alla primavera”.

A muoversi per il partito di Conte, sul modello dell’esperimento già tentato da Mario Monti, sempre secondo Bisignani, ci sarebbe “monsignor Claudio Maria Celli, stratega della comunicazione e diplomatico di lungo corso con alterne fortune tra Cina e Venezuela. Incontri riservati si svolgono in una palazzina di Propaganda Fide in via Carducci, benedetta anni fa dal compianto cardinale indiano Ivan Dias. Il delicato arcivescovo Celli è il collante con Villa Nazareth, dove risiede la Comunità Domenico Tardini, sacerdote romano, attento ai temi sociali, che la fondò per accogliere bambini poveri e orfani, ma poi diventata il fulcro dell’intellighenzia cattolica, con il suo punto di riferimento spirituale nel Cardinale Silvestrini e con la benevolenza del segretario di Stato Pietro Parolin”. Anche la Comunità di Sant’Egidio, inoltre, guarderebbe con favore al progetto.

A Conte leader “guardano infine con interessata attenzione per la loro riconferma due manager pubblici di grande spessore: i laici Claudio Descalzi di Eni e Alessandro Profumo di Leonardo, entrambi, per motivi diversi, in difficoltà”.

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