Sea Watch, c’è la confessione: la capitana Carola ha agito solo per finalità politiche

6 Lug 2019 11:07 - di Giacomo Fabi

«Abbiamo abbattuto un muro. Quello innalzato in mare dal decreto sicurezza bis. Siamo stati costretti a farlo. Talvolta servono azioni di disobbedienza civile per affermare diritti umani e portare leggi sbagliate di fronte a un giudice». Chi nutrisse ancora dubbi circa le finalità politiche di Carola Rackete è pregato di fugarli alla luce di queste parole dettate dalla Capitana tedesca a Repubblica. La speranza è che le legga anche qualche magistrato meno impregnato di ideologia di quello che ha deciso di liberarla dagli arresti domiciliari cui era stata ristretta nonostante avesse violato i confini delle nostre acque territoriali e speronato una motovedetta della Guarda di Finanza.

Nell’intervista a “Repubblica” a Carola scappa la verità

Fosse accaduto in Germania o in Francia, tanto per citare le due nazioni perennemente col ditino alzato quando di mezzo c’è l’Italia, di certo la signora Rackete non se la sarebbe cavata così a buon mercato. Ma tant’è: da noi non basta il voto di un Parlamento sovrano a mettere al riparo le leggi da eventuali difetti nel processo democratico né la promulgazione del Capo dello Stato e neppure – udite udite! – il vaglio di conformità ai principi universali da parte della Corte Costituzionale. Nossignori, in Italia è la signora Carola Rackete, di professione redentrice dell’umanità nonché «ambientalista convinta, atea e cittadina europea» per la gioia dei lettori di Repubblica, a decidere se una legge sia sbagliata o meno. E quando le è stata consegnato in copia il testo del decreto sicurezza bis, non è stata lì a pensarci troppo. Ha deciso che era una schifezza e ha agito di conseguenza col piglio di un pirata consumato: dapprima ha ignorato gli alt intimati dalle nostre navi, poi ne ha forzato il blocco e infine ha stretto in un angolo un natante della Finanza. Il tutto in nome della democrazia. La sua, ovviamente.

Il solito errore della sinistra

Ma il problema non è tanto il gesto temerario di una fräulein con ambizioni da eroina quanto l’indulgenza subito dispensata dalla sinistra. È l’errore di sempre: scambiare per rivoluzionari ragazzini viziati, salvo chiedere scusa vent’anni dopo. Tempo al tempo, e anche la Capitana Carola non farà eccezione.

Commenti

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  • 7 Luglio 2019

    E i tanti elettori di sinistra riescono ancora a dormire serenamente con i loro cari dopo lo sfregio dato all’Italia da una straniera strafottente delle nostre leggi e aggressiva,aiutata e supportata da esponenti di spicco della sinistra italiana?
    Meditate gente e cercate di agire per il bene della nostra Patria e non per gli interessi politici ed economici dei tanti anti-italiani.

  • Ben Frank 7 Luglio 2019

    70 anni or sono i tedeschi venivano con gli scarponi chiodati, i panzer e le SS, e i pardiggiani komunisti li combattevano… a bombe e attentati (vedi via Rasella). Oggi mandano navi affittate in Olanda con ragazzotte viziate, treccine rasta e pure lesbicotte, che sbarcano le truppe coloniali del mondialismo, e i komunisti con il Rolex applaudono. Come direbbe il divo Emilio: cheffiguri dimmerda!

  • rino 7 Luglio 2019

    Si devono cacciare i magistrati politicizzati altrimenti non ci sarà giustizia, come ora.

  • fazio 6 Luglio 2019

    quando i pescherecci di mazara del vallo entravano in acque territoriali libiche venivano sequestrate perchè queste no? poi appena entrano in quelle italiane perchè falle arrivare fino a lampedusa si fa un bliz e si arrestano tutti i componenti della nave. se uno forza un posto di blocco con clandestini a bordo si fa arrivare a destinazione o si ferma e si arresta?