Preside nella bufera: vuole aiutare bimbi rom e sinti e i buonisti lo accusano di razzismo

sabato 13 luglio 14:43 - di Chiara Volpi

Modulistica irregolare e politicamente scorretta: scoppia la bagarre con genitori, forze politiche di sinistra e sindaci dei paesi vicini che chiedono al dirigente scolastico travolto dalla vicenda. Laddove per “vicenda” s’intende quella registrata all’istituto scolastico comprensivo di Fossò e Vigonovo che di recente ha deciso di mettere a disposizione, per l’iscrizione degli alunni, moduli in cui viene richiesto di segnalare se si è in presenza di bambini nomadi e di indicare inoltre se si tratta di Sinti, Rom o Caminanti.

Dirigente scolastico nella bufera: per aiutare bimbi rom e sinti…

Apriti cielo: la solita carica di buonisti (che annovera nel suo plotone genitori e sindaci dem) va all’assalto del dirigente scolastico a cui chiede, con veemenza, l’immediato ritiro della modulistica ritenuta illegale, e in aperta violazione della Costituzione e della legge Mancino. Il caso è riportato dalla stampa locale con annessa spiegazione del fatto che Rifondazione Comunista, con il suo segretario Paolo Benvegnù, annuncia di aver consegnato la modulistica, dopo esserne entrato in possesso, a dei legali e giuristi che agiranno in tutte le sedi amministrative e giudiziarie affinché venga ritirata. Carlo Marzolo, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo travolto suo malgrado dalla bufera, si giustifica e spiega che la modulistica a cui si fa riferimento serve proprio per dirottare più personale e trovare più fondi a favore di bambini con problemi particolari per seguire il percorso didattico, e fra questi non mancano i bambini nomadi.

Ecco cosa chiede il modulo finito all’indice

Il genitore – si legge nel modulo di iscrizione, riporta ancora la stampa locale – «dichiara, in base alle norme sullo snellimento dell’attività amministrativa e consapevole delle dichiarazioni a cui va incontro in caso di dichiarazioni non corrispondenti al vero che fra le opzioni che vengono proposte, oltre alla cittadinanza straniera o italiana, c’è anche la condizione nomade con le sotto categorie eventualmente da barrare di Rom, Sinti o Caminanti».

In una nota sul sito il chiarimento del dirigente scolastico

«Nelle scorse ore è stato obiettato all’Istituto Comprensivo E.L. Corner di Fossò e Vigonovo l’utilizzo di un modulo di iscrizione (peraltro destinato ad un uso interno e saltuario, essendo la regola l’iscrizione on-line) nel quale la richiesta di alcune informazioni di dettaglio potrebbe essere fraintesa come avente carattere discriminatorio». È quanto si legge oggi nell’hompage dell’Istituto Corner a proposito delle polemiche legate al modulo di iscrizione in cui viene richiesta ai genitori l’etnia degli studenti. «A scanso di ogni equivoco – si legge nella precisazione firmata dal dirigente scolastico Carlo Marzolo – va ribadito che l’operato dell’Istituto e di tutti coloro che vi lavorano è teso a tutelare l’interesse di ogni alunna e di ogni alunno, la sua crescita umana e culturale, nel rispetto e nella valorizzazione di ogni caratteristica personale. A questo fine vengono raccolti dati personali, anche sensibili, trattati sempre nella dovuta riservatezza». «I valori inclusivi – sottolinea ancore il dirigente – sono e debbono essere a fondamento dell’azione di questa come di ogni altra scuola appartenente al sistema scolastico nazionale: lo prevede la nostra Costituzione e la nostra identità europea. Gli atteggiamenti discriminatori – conclude – vanno cercati lontani dalla scuola, che ogni giorno affronta sfide grandissime in condizioni di costante ristrettezza di risorse economiche ed umane».

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