Porti aperti e niente multe alle Ong: il Pd sui migranti perde tutto. Anche la testa

martedì 9 luglio 17:36 - di Giacomo Fabi

È proprio vero che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Prendete il Pd: sta a ancora lì a leccarsi le ferite di una batosta elettorale senza uguali (22 punti percentuali persi in quattro anni), eppure è più ostinato di un mulo nel non cambiare direzione sulla causa prima di un così clamoroso  insuccesso, cioè l’immigrazione. Leggere per conferma gli emendamenti presentati dai suoi deputati al decreto sicurezza-bis e che possono essere così sintetizzati: porti aperti e nessuna multa alle Ong, cioè alle navi immatricolate sui registri di altre nazioni e battenti bandiere di Paese stranieri, ma che nel Mediterraneo conoscono una sola rotta, sempre la stessa, cioè quella che conduce in Italia. Una palese illegalità foderata di umanitarismo che disorienta l’opinione pubblica e semina paura a piene mani tra i più poveri che percepiscono la presenza dei nuovi arrivati come “concorrenza” nella ricerca di un posto di lavoro o nell’assegnazione di un alloggio popolare.

Il Pd sottovaluta la paura dei ceti più popolari

A volte anche senza ragione. Ma è esattamente così che funziona la paura: ti chiude il cervello e fa parlare la pancia. Strano che solo il Pd non se ne sia accorto e stia sempre lì col ditino alzato a distribuire patenti di fascismo, razzismo, xenofobia a chiunque faccia solo ragionevolmente notare che i migranti non li possiamo accogliere tutti e che non può essere solo l’Italia a caricarsi i problemi del mondo e dell’Africa in particolare. Ma tant’è: per gli esponenti della sinistra italiana hanno sempre ragione gli altri, cioè tedeschi, francesi, belgi, olandesi e mai noi. Straparlano di legalità, ma stanno con Carola che ignora gli alt della nostra marina e ne sperona le navi; amano i poveri, ma solo quelli sbarcati dai barcone; invocano uguaglianza, ma poi ritengono i migranti più uguali degli altri. È chiaro che un partito così piacerà pure alla gente che piace, ma di fatto ha rinunciato a rappresentare quelle che un tempo definiva con orgoglio le classi popolari. Insomma, l’impressione è che anche il Pd lavori per il “nemico“. Un giorno, forse, se ne accorgerà. Intanto Salvini, commosso, ringrazia.

 

 

 

Commenti

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  • Anna Maria Pilotto 10 luglio 2019

    In realtà la paura degli italiani popolino-populista non è solo di pancia, né su inusitate percezioni, ma è ormai basata sulla realtà che vive in strada ogni giorno. Non sono profughi, sono delinquenti lasciati uscire di prigione, il nulla a cui l’Africa può rinunciare e a cui vuole rinunciare per ripulire le proprie strade. Ma chi anche lavora (ovvero lo 0,0001 %) vive davvero grazie ai nostri fondi in un paese che lavoro non ne offre più ai cittadini. Le aziende sono sovvenzionate e fiscalmente sgravate per assumere stranieri, laddove un italiano costerebbe di più nonostante la migliore preparazione e capacità. Ci derubano in strada, nelle case che occupano abusivamente o elargite legalmente. Gli italiani sanno benissimo di chi avere paura: dei comunisti che ce li traghettano sempre e solo sulle nostre coste. Perché non altrove? Perché il tutto si traduce in denaro anche per questo partito ipocrita, falso dai tempi di Marx ed il compagnuzzo Engels. I due erano profondamente razzisti ed antisemiti, ma questo l’inganno comunista continua ad evitare di considerarlo. Il PD non si accorgerà mai di ciò che già sa. Di noi popolo represso (come dicevano i due antesignani) a loro non infischia nulla. Vogliono solo soldi, perché è con i soldi che il comunismo riesce a galleggiare nell’inutilità in cui si è barcamenato per decenni. Anna Maria

  • giovanni vuolo 9 luglio 2019

    Non dobbiamo sempre pensar male dei “sinistri”. Ad esempio sono convinto che stavolta i magnifici 5 sono saliti sulla Sea Watch per dare una mano al Governo, proponendosi come “Navigator” , vista la difficoltà a reperirne.

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