Nella Lega cresce il partito della “crisi”, Salvini alle strette: Giorgetti pronto a dimettersi

sabato 20 luglio 10:31 - di Lucio Meo

Anche se Conte difende la sua squadra, i rumors sull’ipotesi restyling si fanno assordanti. Lo spettro della crisi sembra quindi, almeno per ora, essere stato allontanato come prontamente assicurato dal vicepremier Luigi Di Maio (“Escludo una crisi, sono dinamiche di governo con due forze politiche diverse”) mentre Matteo Salvini sui giornali lascia trapelare ipotesi di crisi agostane ma non procede ancora in quella direzione. Anche a costo di perdere un fedelissimo, Giancarlo Giorgetti (nella foto), tra i “pasdaran” della crisi, che secondo il Corriere della Sera, dopo essere stato fatto fuori dalla nomina come commissario europeo, sarebbe pronto a lasciare il governo, a dimettersi, per accelerare il percorso verso una crisi di governo che tra i leghisti, i vertici ma anche la base, sarebbe sempre più popolare come ipotesi. Salvini, intanto, continua ad abbiare ma non a mordere i grillini. Le parole sibilline del vicepremier e responsabile del Viminale – “alcuni ministri grillini non sono all’altezza” – però continuano a risuonare nelle stanze 5 Stelle. Nel mirino di Matteo Salvini soprattutto i ministri Danilo Toninelli e Elisabetta Trenta. Ma se la responsabile della Difesa appare pressoché blindata – a “salvarla” i botta e risposta al vetriolo con Salvini e la guida di un dicastero su cui il Colle fa sentire la propria voce -, Toninelli appare in evidente difficoltà, fiaccato anche dal ‘fuoco amico’ che va avanti ormai da mesi.

La Lega in pressing, i grillini giocano a scacchi

Tra i 5 Stelle di governo cresce la convinzione che il leader della Lega passerà presto “all’incasso” dopo aver perso un uomo di peso come Giancarlo Giorgetti alla Commissione Ue. Ma i grillini non intendono certo stare con le mani in mano, lasciando che sia la Lega a indicare quali caselle occupare. «Se rimpasto deve essere – dice una fonte di primo piano del governo giallo verde all’Adnkronos – deve essere un do ut des: noi cediamo qualcosa, ma loro altro. Anche perché la maggioranza parlamentare l’abbiamo noi, non possono pensare di invertire i rapporti di forza”. Così, mentre la Lega picchia duro su Trenta e Toninelli, anche il Movimento lascia trapelare come nel Carroccio alcuni ministri non incassino il disco verde. Pollice verso, in particolare, per Gianmarco Centinaio all’Agricoltura e Marco Bussetti all’Istruzione. E c’è chi giura che persino Giulia Bongiorno, un nome tra i più roboanti del governo Conte, abbia deluso le aspettative, non solo nella componente M5S ma persino in quella leghista. Superati i venti di crisi, almeno all’apparenza, prende corpo di ora in ora l’ipotesi rimpasto.

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