Meloni: «Gli insulti e le minacce a mia figlia non mi fermano, su Bibbiano vado avanti»

mercoledì 31 luglio 15:09 - di Redazione

“Abbiamo votato il decreto sicurezza alla Camera, e se ci avessero dato retta accogliendo alcuni nostri emendamenti non ci sarebbe stato bisogno di farne uno bis per inasprirlo. Quindi lo voteremo anche al Senato. Ovviamente, solo se non sarà posta la fiducia”. A dirlo, in un’intervista al Corriere della Sera, è la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Che aggiunge: “Ripeto, non potremmo votare la fiducia, perché siamo contro questo governo, non ci siamo voluti entrare anche se avremmo potuto e crediamo che sia un bene per l’Italia che questa esperienza finisca al più presto e si torni al voto. Ma se in qualche passaggio, anche per rendere più efficace e rigido il testo, servisse il nostro apporto, noi ci saremmo”.

Meloni: lo schema di partenza è sempre l’alleanza Lega-FdI

“Un governo con elezioni subito potrebbe essere forte e coeso. La realtà dei fatti alle ultime elezioni ha dimostrato che solo due partiti, Fratelli d’Italia e Lega, hanno già una maggioranza molto ampia. Non ho citato Forza Italia perché c’è ancora un grande dibattito interno al partito e stiamo a guardare”. Così Giorgia Meloni intervenendo a Uno Mattina estate, rispondendo a una domanda su ipotetiche prossime elezioni. “Lo schema di partenza”, ha sottolineato Meloni, è l’alleanza Lega-Fdi. “Lo scenario migliore – ha aggiunto la presidente – sarebbe quello di una campagna elettorale, senza perdere questo mese e mezzo, per dare subito all’Italia un governo serio e migliore. Altrimenti, piuttosto che un governo tecnico meglio quello attuale”, ha concluso Meloni. Parlando della vicenda della Tva, ormai conclusasi positivamente, Meloni ha detto che Fdi “si è sempre battuta per il Tav per collegare l’Italia all’Europa, inutile parlare di via della seta e di scambio con la Cina se poi il nostro Paese non può portare le proprie merci in Europa”. Quanto poi alla mozione del Pd, “potrebbe ricompattare la maggioranza – ha aggiunto la presidente di Fdi – ma penso che sarebbe meglio che le opposizioni si tengano fuori. Concordo con quanto detto ieri dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, lascerei soli in Aula M5S e Lega facendo assumere a entrambi le proprie responsabilità. È giusto infatti che la maggioranza si assuma le proprie responsabilità”.

Meloni: in economia la nostra ricetta è semplice, trumpismo

Quanto all’economia italiana, Giorgia Meloni ribadisce quanto chiaramente detto in altre occasioni: “La nostra è una ricetta economica alla Trump. Taglio delle tasse e della burocrazia e più investimenti pubblici. Il reddito di cittadinanza non ha creato posti di lavoro, la nostra proposta è tagliare le tasse alle imprese, incentivando il lavoro con il concetto più assumi meno paghi”. “Il primo passo – ha spiegato ancora – e la nostra proposta di partenza è la tassa piatta al 15% sui redditi incrementali. Una flat tax che si può fare immediatamente e che può dare respiro alle aziende”. Per quanto riguarda la triste vicenda di Bibbiano, sul quale la grande stampa italiano sembra aver messo la sordina, Meloni ha detto: “Inutile ogni polemica, sono stata il primo politico ad andare a Bibbiano dopo l’accaduto e l’ho fatto anche come madre. Ho avanzato delle proposte, per scandagliare il sistema degli affidi e ripeto che il tribunale dei minori così come è concepito non funziona”. “Continuo a vedere molto nervosismo su questa vicenda – ha aggiunto Meloni – minacce e insulti del tipo tua figlia rimpiangerà di non essere stata a Bibbiano. Nonostante ciò vado avanti, se hanno qualcosa da nascondere è un problema loro io continuerò a battermi”.

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