Mafia nigeriana, sgominata una cosca a Palermo: la “piovra nera” era padrona di Ballarò

giovedì 11 luglio 10:26 - di Gabriele Alberti

E’ stata sgominata una cosca criminale nigeriana, ramificata a livello nazionale e incardinata nel quartiere Ballarò a Palermo. La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia, ha eseguito questa mattina numerosi arresti a carico di cittadini nigeriani nel capoluogo siciliano. Le indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile di Palermo, culminate nei provvedimenti restrittivi, in aggiunta agli esiti delle operazioni ‘Black Axe‘ e ‘No fly zone‘, hanno permesso agli investigatori di tracciare una radiografia della mafia nigeriana, radicata ed infiltrata nel tessuto economico, criminale cittadino. La cosca criminale, ‘Cult‘, denominata ‘Viking‘, ben strutturata su tutto il territorio nazionale, avente a Palermo, una base operativa a Ballarò, è caratterizzata da una forte struttura gerarchica, con un importante capacità intimidatoria. Sarebbero 10 i fermi.

Meloni: «I paladini dell’accoglienza resteranno in silenzio?»

«Complimenti alla Polizia di Stato e agli inquirenti», commenta Giorgia Meloni appena appresa la notizia. «Fratelli d’Italia è l’unica forza politica che, da tempo, denuncia questo allarmante fenomeno: anche questa volta i paladini dell’accoglienza rimarranno in silenzio?».

Mafia nigeriana “padrona” di Ballarò

Il reato contestato ai fermati è di associazione a delinquere di stampo mafioso, con la commissione di delitti contro la persona, soprattutto in occasione di scontri con i cult rivali per il controllo del territorio e la supremazia all’interno della comunità nigeriana. Le indagini hanno accertato, inoltre, la presenza di numerose case di prostituzione nel centro storico di Palermo, «connection house».

Emergenza sottovalutata

Quella nigeriana è una mafia aggressiva,considerata la più pericolosa e sta occupando spazi sempre più ampi di autonomia nei mercati criminali. Spaccio e traffico di esseri umani sono sotto l’egemonia della mafia nigeriana, che stringe ormai da tempo rapporti con Cosa Nostra e la ‘ndrangheta. Ci si chiede quale sia lo sfondo criminale più ampio, come e perché sia stato possibile che le mafie italiane abbiano lasciato spazi così ampi di “mercato”. Se vi sia, infine, un nesso, un abbraccio infernale, una spartizione degli spazi. Accordi di non interferenza che giocano a favore sia dell’una che dell’altra. Il problema è stato sottovalutato.  Le connessioni tra le due “piovre” sono tutte da decifrare e da indagare.

La battaglia di FdI

Non a caso sono anni che Fratelli d’Italia si batte per accendere i riflettori su questo pericolosissimo fenomeno che sta investendo tutta l’Italia e che è cresciuta all’ombra del buonismo del politicamente corretto. Tempo fa – lo ricordiamo – la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, stigmatizzò la gravtà di un episodio di aggressione avvenuto sulla metropolitana di Roma. Una donna stava leggendo un libro,  “Mafia Nigeriana”, un’opera realizzata dalla stessa presidente di Fdi insieme al professor Alessandro Meluzzi; tanto bastò per far andae in escandescenze un nigeriano, evidentemente sul vivo. Dpo avere insultato e minacciato la donna, l’africano è passato alle mani, arrivando a picchiare la vittima. L’arresto dell’uomo fu di breve durata e fu rimesso in libertà.

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