Ma in Europa la partita è ancora da giocare. Perciò Salvini stia in guardia

giovedì 4 luglio 16:13 - di Caterina Ronchieri

Riceviamo da Caterina Ronchieri e volentieri pubblichiamo, caro direttore

Nelle ultime 48 ore abbiamo assistito al riassetto delle istituzioni comunitarie, ora abbiamo il quadro del potere europeo dei prossimi 5 anni: comandano Germania, Francia e Partito Democratico. Il Presidente del Parlamento Europeo è carica che per fortuna conta poco o niente, in effetti è poco più che un notaio. La carica è tanto ricca di onore quanto povera di potere effettivo. Non è al Parlamento che siedono i potenti a Bruxelles, Salvini su questo può stare tranquillo. Deve però tenere a mente che l’intero Parlamento Europeo gli ha votato contro, la sua candidata ha preso 17 voti. Deve stare attento, Salvini, a chi manderà a sottoporsi al voto del Parlamento. Le carte sono già sul tavolo.

Salvini deve sapere che…

Salvini deve capire una cosa: in Europa comandano Francia e Germania da molto tempo. Ne abbiamo avuto solo palpabile rappresentazione. Molta parte dei nostri alti funzionari ieri ha pubblicamente gioito della sconfitta del governo Italiano. Della nostra pubblica umiliazione. Come mai? Perché da anni ormai i nostri alti funzionari rispondono ai governi stranieri. E lo fanno perfino con una certa fierezza intellettuale. Tanto da venirne poi lautamente ricompensati. C’e una  specie di asse di comando Germania/Francia-Partito Democratico-funzionari italiani che remano contro il governo in carica. Se ne vedono i premi, quando italiani di peso prendono posti di rilievo nelle migliori università straniere. Oppure con posti di presidente del Parlamento Europeo. O con posti sicuri nelle liste per essere eletto parlamentare.

La partita più importante

Quello che c’è da fare adesso è salvare la partita più importante. Quella del Commissario Italiano e dei membri italiani del gabinetti degli altri commissari. Sono 28. Chi siederà in quota Italia nel gabinetto del nuovo Presidente? Con la Commissione si azzerano anche i gabinetti dei commissari. 300 posizioni apicali sono tutte da definire. Questi sono i posti chiave di cui deve occuparsi, e di corsa, il governo. Non sta all’Italia decidere la governance europea. Ma sta all’Italia nominare i suoi uomini dentro le istituzioni.
Salvini deve capire una cosa. I funzionari che negli ultimi anni hanno fatto carriera nelle istituzioni europee sono tutti in qualche modo legati a Francia o Germania o Partito Democratico. Dai tempi di Prodi, sono sempre gli stessi. E questo porta un gravissimo pregiudizio nei confronti del nostro governo. Nell’enorme vuoto creato da Federica Mogherini, hanno preso piede sempre di più Francia e Germania. Gli unici funzionari italiani che hanno fatto carriera negli ultimi 5 anni a Bruxelles sono stati appoggiati dall’estero. È un fatto, perfino i nostri funzionari da 5 anni vengono nominati dai tedeschi. Fatto gravissimo e unico. Ma un dato fattuale che sarebbe deleterio ignorare. Vedere la realtà permette di porvi rimedio.

Ci spetta una nomina in ogni gabinetto chiave

La partita vera Salvini se la gioca adesso con la nomina del Commissario Italiano. E dei membri dei gabinetti. Ci spetta un italiano in ogni gabinetto chiave. Uno per ogni materia. Bisogna creare a Bruxelles un centro di potere alternativo alla sinistra. Questo deve fare il prossimo commissario, di sponda con l’Ambasciatore Italiano e con il governo, con tutta la forza dei voti che si porta appresso. C’e una parte della sinistra italiana in Europa che considera un titolo di merito schifare il governo nazionale. Credono che sia eticamente corretto danneggiare il loro paese dalle poltrone internazionali su cui siedono. Cerchiamo di tirare un attimo il freno, di trovare un filo conduttore, di capire perché stanno succedendo queste cose e come si possa rimediare.

L’astro Merkel al tramonto

Angela Merkel dopo 20 anni di potere assoluto deve obtorto collo veder tramontare il suo astro. Non poteva giocare un colpo da maestro migliore di questo, assicurando alla sua delfina la guida per l’Europa per i prossimi 5 anni. E affidando nel contempo l’Unione a mani esperte e capaci.
Prima la Germania comandava cercando di non farsi notare troppo. Selmayr non doveva stare nelle prime file, come Weber, era Capo di gabinetto, non presidente. Ora invece non c è più tempo, hanno preso la prima fila. C è anche un’abitudine decennale a Bruxelles ad essere un po’ di sinistra. Dai tempi della presidenza Prodi troviamo nei posti di potere a Bruxelles uomini e donne inesorabilmente legati a loro. Che a Salvini remano contro.
C’ è tutto un mondo dentro i corridoi delle istituzioni europee che è legato da sempre ad un ambiente molto di sinistra. Che non sopporta la destra su un piano ideologico e ritiene imperativo morale combatterla. Se questo significa darsi anima e corpo a mani straniere, poco male. Il Parlamento europeo è una bestia difficile da domare, ma per fortuna non è in quella sede che giace il potere comunitario. A parte il potere di voto del Commissario.

Spezzare la filiera di sinistra in Europa

La sinistra a Bruxelles gioca con Francia e Germania. Noi abbiamo bisogno di essere rappresentati da qualcuno che rappresenti l’Italia. Bruxelles è una macchina complessa, non sono permessi neofiti. Bisogna spezzare quella filiera che fa talmente capo alla sinistra e ai governi stranieri che perfino si candida all’estero. Si fa eleggere all’estero. Si fa premiare dall’estero. Come si può pensare di ottenere il benché minimo risultato se chi ci rappresenta in Europa risponde agli altri, a Francia e Germania? Che in cambio supportano generosamente le loro carriere, i gabinetti sono pieni di italiani che si pregiano di lavorare contro il nostro governo.

Reagire agli schiaffi

È arrivato il tempo di far capire che l’Italia è un paese sovrano e non permetterà a Germania e Francia di continuare a fare le nostre nomine. Naturalmente, come tutti gli altri, non abbiamo potuto opporci ai piani di Merkel e Macron. Ma abbiamo il diritto di scegliere i nostri. I soldati che combatteranno tutti i giorni le nostre battaglie. Anche la forma ambigua del governo non aiuta l’Italia. Un governo di centrodestra sarebbe molto meglio classificabile e credibile, i 5 stelle non sono proprio catalogati. Bisogna reagire, gli schiaffi presi in questi giorni a Bruxelles avrebbero svegliato anche la più addormentata delle belle addormentate.
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