L’ultima beffa della Raggi: i romani non possono onorare neanche il caro estinto

giovedì 4 luglio 11:17 - di Francesca Musacchio

Riceviamo da Francesca Musacchio e volentieri pubblichiamo

A Roma non c’è pace neanche per i morti. Aree chiuse, concessioni bloccate e degrado sono l’immagine dei cimiteri abbandonati. E i romani non possono neanche onorare i loro defunti. Non bastava la spazzatura per strada che invade la città e intossica residenti e turisti. La capitale d’Italia è sempre più invivibile anche per i parenti di chi è passato a miglior vita. Tra degrado, furti di rame e piombo dalle tombe (e anche qualche rapina ai malcapitati visitatori), i cittadini continuano a essere beffati ogni giorno. Come accaduto al romano che ha pagato Ama per un servizio da effettuare all’interno di un’area che, però, era già stata chiusa nei mesi precedenti dai vigili del fuoco.

Ma facciamo un passo indietro. Mettere un fiore sulla tomba del caro estinto è davvero un’impresa, oltre che un vero problema, soprattutto se la salma è tumulata nelle palazzine O, P e Q, primo piano, dalle cappelle 27/32 alla cappella 47 del cimitero Flaminio. A gennaio i vigili del fuoco, dopo un sopralluogo, hanno chiuso l’area perché le condizioni della struttura non erano idonee per infiltrazioni d’acqua nel solaio di copertura dell’edificio. Si legge nel verbale: «Personale VVF intervendo sul posto ha constatato la presenza di diffuse infiltrazioni di acqua provenienti dall’intradosso del solaio del primo piano della palazzina O, P e Q, di ferri in vista ossidati nonché presenza di intonaci distaccati in più punti delle pareti della predetta palazzina». E quindi viene disposta la chiusura dell’area «perché – scrivono ancora i vigili del fuoco – con il permanere di detta situazione non è possibile escludere l’ammaloramento delle strutture di copertura». Insomma, a scopo cautelativo le palazzine in questione e l’intera area vengono interdette al pubblico con tanto di avviso. Ad oggi i lavori di ripristino non sono stati eseguiti, ma qualche mese dopo il sopralluogo dei vigili accade qualcosa di singolare.

Cimiteri romani e Ama

Precisamente a marzo, un cittadino paga ad Ama la tassa prevista per spostare i resti di un suo caro da una delle palazzine in questione verso altra destinazione. Ma il trasferimento non è stato effettuato, e non è chiaro quando avverrà, perché l’area rimane interdetta al pubblico in attesa che vengano eseguiti i lavori di messa in sicurezza che sono a carico del Comune di Roma. E questo nell’avviso è ben specificato: «L’articolo 9.4 del vigente contratto di servizio attribuisce la competenza in tema di manutenzione straordinaria a Roma Capitale: Ama, pertanto, non ha facoltà di intervenire se non a seguito di specifici atti autorizzativi di Roma Capitale». E ancora: «Si informa che Ama ha presentato al dipartimento Tutela Ambiente in data 26.07.2017, l’atto di asservazione prot. 17331 per il progetto di manutenzione straordinaria delle coperture degli edifici loculi che, a tutt’oggi, si è in attesa degli atti autorizzativi e dei relativi finanziamenti».

Cimiteri a Roma, ritardi nelle assegnazioni delle tombe

I finanziamenti, appunto. Volendo fare due conti in tasca al Comune, ad esempio, si scopre che se le assegnazioni delle concessioni di aree per la costruzione di tombe private fossero a regime, i cimiteri di Roma diventerebbero una enorme fonte di guadagno. Basti pensare che per una tomba a terra proprio al Flaminio i cittadini che ne fanno richiesta devono pagare 7mila euro. Per una cappella, invece, si va dai 25 ai 42mila. Mentre un sarcofago costa 11mila euro. Al momento le assegnazioni sono ferme ai richiedenti che hanno presentato la domanda nel 2015, con una notevole perdita per le casse dell’amministrazione capitolina. Per non parlare del cimitero Verano che porterebbe introiti milionari solo con le aste cimiteriali. Visitando il sito dei cimiteri capitolini, infatti, si scopre che una cappella nel Lotto 1 può partire da una base d’asta € 650.724,90.

Ma non solo. Anche il bando per la «concessione di loculi e aree presso il cimitero monumentale Verano e per la concessione dei Lotti residui da Asta 2014 nei cimiteri capitolini» sarebbe bloccato su qualche scrivania, ma non è chiaro dove. Intanto, il degrado aumenta. I soldi di queste concessioni, se incassati, potrebbero servire per la manutenzione dei luoghi di sepoltura per la dignità di vivi e morti.
In attesa che ciò accada, qualcuno ha pagato invano per spostare la salma del parente defunto da una struttura che sta cadendo a pezzi.

Commenti

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  • Simone Sperduto 27 luglio 2019

    Ho letto con molto interesse questo articolo e volevo informarvi che, sulla questione legata alla parziale chiusura delle tre palazzine O-P-Q del Cimitero Flaminio-Prima Porta, ho personalmente presentato un esposto alla Procura di Roma in data 10 luglio, perché si faccia chiarezza sui tempi e sulle modalità di effettuazione di questi lavori straordinari di messa in sicurezza delle palazzine, che attendiamo da mesi. Al momento chi, come me, avesse defunti in quegli edifici si trova non solo impossibilitato a recarvisi in visita ma, nel caso in cui si dovesse purtroppo riutilizzare quel loculo, come accaduto alla nostra famiglia che l’aveva oltretutto rinnovato per i prossimi 30 anni, ci si vede costretti ad acquistare un nuovo loculo oppure a tenere le ceneri della persona appena deceduta in affido in casa (senza sapere per quanto tempo).

  • Sisko214 4 luglio 2019

    Ma andiamo…
    Pur non essendo della parte politica della Raggi, non posso non vedere in tutta questa confusione che regna a Roma, un disegno a dir poco mafioso.
    I problemi di Roma, non sono li da oggi o dagli ultimi due anni, eppure prima della Raggi non se ne parlava.
    La realtà vera è che nonostante i vari cambi di colori delle amministrazioni romane, dalla sinistra al centro alla destra, i malaffari erano presenti da decenni e tutti ci sguazzavano.
    La presenza di un outsider ha solo cambiato gli equilibri e ora, quelli vecchi cercano un modo per ritornare al precedente status.
    Non vorrete mica credere vero, che gli autobus che sono li da decenni, e che peraltro funzionano a gasolio, prendano fuoco da soli vero ?
    Non vorrete mica credere che le fiamme altre anche 3-4 metri che si alzano dai cassonetti di spazzatura, siano dovute ad autocombustione vero ?

    • Francesco Storace 5 luglio 2019

      il gomblotto…

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